11 giugno 2013 ore: 14:22
Disabilità

Malati di Sla tornano in piazza: la protesta dei ''dimenticati''

Il 12 giugno arriveranno da tutta Italia i malati di Sla del Comitato 16 novembre, per ribadire le loro richieste: tra queste, sblocco dei 275 milioni per la non autosufficienza, sostegno alla domiciliarità, sperimentazione del metodo Stamina
Comitato 16 novembre Disabili manifestanti del Comitato 16 novembre

Disabili manifestanti del Comitato 16 novembre

ROMA – Tornano in piazza, i malati di Sla del Comitato 16 Novembre: come annunciato alcune settimane fa, domani si ritroveranno, a partire dalle 10,30, davanti al ministero dell’Economia (via XX settembre) per ribadire le loro richieste: lo sblocco e la ripartizione alla regioni dei 275 milioni di euro previsti per la non autosufficienza nella legge di stabilità del 2012; il ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza almeno al livello del 2010 (400 milioni di euro); un piano nazionale per la non autosufficienza, finalizzato a riqualificare la rete di prestazioni e servizi territoriali, avviare la deistituzionalizzazione delle persone, potenziare l’assistenza domiciliare diretta e indiretta, tramite il finanziamento di progetti per la vita indipendente e il riconoscimento, anche economico, del lavoro di cura dei familiari.  Un corretto e trasparente percorso di sperimentazione del cosiddetto “metodo Stamina”.

“Cancellati dai vostri programmi, inesistenti nei vostri dibattiti, esclusi da possibili riforme, restiamo solo negli articoli della Costituzione e delle leggi inapplicate – denuncia una mamma iscritta al coordinamento - Dimenticati con le nostre famiglie da tutti, politici, stampa e televisioni, ma non dalla disoccupazione, tasse, pensioni da fame, licenziamenti. Con qualcosa in più: sofferenza fisica e morale, la morte per mano, l' indifferenza di chi potrebbe ma non fa, la dignità negata. Ma noi non ci stiamo –continua - non possiamo starci: prima che disabili siamo mamme, papà, figli, fratelli, abbiamo sentimenti, abbiamo una vita di affetti che vogliamo difendere.
E proprio noi, i più deboli della società, che conosciamo meglio di chiunque quali sono i bisogni ma anche gli sprechi egli abusi, presenteremo un progetto per riformare il sistema assistenziale: un progetto realizzabile, sperimentato, in linea con la tenuta dei conti, e con la dignità di chi, senza colpa alcuna, è costretto a vivere con una grave disabilità”.


Per rilanciare e ribadire con forza la propria proposta, arriveranno domani da tutta Italia, paralizzati, in carrozzina, con respiratori e salvavita, “armati solo della nostra dignità offesa e del diritto di ogni persona, disabile o abile, a vivere la propria dimensione nel miglior modo possibile, per chiedere assistenza, sostegno economico, libertà di accesso alle cure, partecipazione, impegni certi, a denunciare la vergogna di uno Stato che dimentica i suoi doveri”.

Intanto, il Comitato non ha ricevuto alcun riscontro dai tre ministri interpellati: “dal ministero della Salute e dell’Economia non sanno dirci nulla – riferisce stamattina Marinagela Lamanna,portavoce del Comitato – Mentre il ministro Giovannini si è preoccupato solo di organizzarci un incontro con il viceministro Guerra: gli ho risposto che non veniamo da tutta Italia per incontrare i vice! Cecilia Guerra, poi, ci ha promesso un buon piano per la non autosufficienza il 7 aprile 2012. Non si è visto nulla: ora, con 275 milioni di euro, quale buon piano potrà darci? Noi non ce ne andremo finché non avremo incontrato tutti e tre i ministri. Ci saranno con noi malati che stanno morendo: non so come andrà a finire, speriamo di riportarli tutti sani e salvi a casa”.

Accanto ai malati di Sla, scenderà in piazza anche l’associazione Luca Coscioni. Lo hanno fatto sapere Filomena Gallo e Maria Antonietta Farina Coscioni: “il 31 dicembre 2012 sarebbe dovuto essere emanato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il decreto sui Lea (Livelli essenziali di assistenza) – ricordano - e il 31 maggio 2013 sono scaduti i termini per l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario: nulla è stato fatto per i malati, presi ripetutamente in giro da un Governo indifferente e burocratizzato. I malati sono in una situazione disperata, abbandonati a loro stessi – aggiungono -  Da oltre un decennio ci battiamo per assicurare a tutti i bisognosi l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze. Lo faremo ancora domani in piazza con loro, per chiedere che fine abbiano fatto i decreti, come mai non sono stati attuati, perché si rimanda ancora e se è concepibile, in un Paese civile, costringere delle persone con gravi disabilità a pretendere, con atti anche pericolosi per la loro salute già precaria, ciò che gli spetta di diritto”.(cl)
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