31 luglio 2017 ore: 15:25
Famiglia

Malnutrizione, gli esperti: prima causa di problemi per gli anziani

L'invecchiamento rappresenta un processo biologico estremamente complesso derivante dall'interazione tra l'individuo e l'ambiente. Tra i modulatori di questo processo, grande importanza riveste sicuramente la nutrizione
Anziano che mangia

RIMINI - Gli anni di vita in buona salute sono gli anni che una persona puo' sperare di vivere senza malattie invalidanti. L'invecchiamento si accompagna a numerose condizioni patologiche cronico-degenerative che compromettono la qualita' della vita e conducono alla non autosufficienza e alla morte. Il progressivo allungamento dell'aspettativa di vita ha pertanto comportato come conseguenza negativa un incremento degli anni vissuti in disabilita' che in Italia ammontano mediamente nei due sessi a 9 anni (dati Istat). "L'invecchiamento rappresenta un processo biologico estremamente complesso derivante dall'interazione tra l'individuo e l'ambiente- spiega la Prof.ssa Michela Barichella, Presidente Brain and Malnutrition Association Onlus- Tra i modulatori di questo processo, grande importanza riveste sicuramente la nutrizione, la quale si correla sia con la prevenzione, sia con l'instaurarsi o l'aggravarsi di diverse patologie, soprattutto nel soggetto anziano. Rappresenta pertanto un'importante arma per ridurre gli anni di disabilita'".

Il legame tra alimentazione e invecchiamento. Durante l'invecchiamento l'individuo affronta l'ineluttabile perdita di energie e di capacita' mnemoniche, ma la vita si puo' affrontare serenamente e vivere appieno anche nella sua fase piu' matura se si prendono le dovute precauzioni. Il rapporto tra il soggetto anziano e il modo di alimentarsi e' influenzato da moltissime variabili: socioeconomiche e psicologiche da una parte (isolamento sociale, limitate risorse finanziarie, depressione), fisiologiche, metaboliche e biochimiche dall'altra. La malnutrizione e' un'alterazione della struttura e della funzione dell'organismo, causata da uno squilibrio tra quello che introduciamo attraverso l'alimentazione e cio' di cui il nostro corpo ha bisogno per mantenersi in salute. Cosi' in un comunicato l'Ufficio stampa del Meeting Salute di Rimini.

Il nostro metabolismo e la capacita' di assorbimento dei nutrienti cambiano negli anni, dunque ogni eta' ha la sua dieta. L'anziano spesso riduce il suo apporto alimentare, in parte per disturbi del gusto, in parte perche' sente meno la necessita' di mangiare, in parte perche' ha delle difficolta' oggettive di tipo meccanico. Mangiando di meno il soggetto si indebolisce e inizia un circolo vizioso con cui riduce progressivamente la sua energia. Esistono varie tipologie di malnutrizione, ma la malnutrizione con rilevanza maggiore e' la malnutrizione proteico-calorica. "La malnutrizione proteico-calorica consiste in un inadeguato introito di energia e di proteine che puo' portare a conseguenze come perdita di peso, diminuzione della massa muscolare e riduzione della risposta immunitaria- afferma ancora la prof.ssa Barichella- Proprio per evitare queste conseguenze e continuare a condurre uno stile di vita attivo si consiglia di adattare la propria alimentazione alle esigenze dell'eta' adulta".

Le conseguenze sulla salute: le nove "D".  I molteplici fattori di rischio per lo sviluppo di malnutrizione nel soggetto anziano sono stati brillantemente riassunti dagli anglosassoni anche mediante l'elenco delle "9 D": Dementia = demenza (disturbi cognitivi); Depression = depressione (disturbi del tono dell'umore); Disease = malattie sia acute che croniche; Dysgeusia = alterazione del gusto; Diarrhoea = diarrea; Drugs = medicine; Dentition = alterata dentizione/masticazione; Dysfunction = disfunzione funzionale (fisica); Dysphagia = disturbi della deglutizione, continua l'Ufficio stampa del Meeting Salute di Rimini.

Si calcola che la prevalenza della malnutrizione ammonti al 5-10% negli anziani che vivono nelle loro case, mentre oscilli tra il 30 e l'85% in coloro che sono ospitati nelle diverse strutture geriatriche. Quali sono gli errori piu' frequenti degli anziani in Italia in termini di corretta alimentazione? Sicuramente non assumono adeguate quantita' di frutta e verdura. Solo il 37% degli anziani introduce 3-4 porzioni al giorno, mentre il 55% ne consuma solo 1-2 porzioni. Nei piu' anziani le difficolta' di masticazione possono determinare carenze nutrizionali con effetti particolarmente gravi specie tra le persone fragili e con disabilita'. I problemi masticatori influenzano inoltre la qualita' della vita dell'anziano, incidendo sul suo benessere sociale e psicologico. Nelle indagini 2009 e 2010, il 33,4% e il 15,6%, rispettivamente degli ultra 64enni riferiva di avere problemi di masticazione. Un'alimentazione corretta nel soggetto anziano deve tener conto di alcune peculiarita'. La piramide alimentare per il soggetto anziano privilegia per ciascuna categoria di alimenti quelli con un piu' alto rapporto quantitativo tra nutrienti e calorie; e' incoraggiato l'uso di alimenti a maggiore densita' nutritiva, l'apporto di fibra e raccomanda moderazione nell'assunzione di grassi, dolci, sale e alcolici. Fondamentale e' mantenere alto il quantitativo di acqua, in quanto nelle persone anziane frequentemente viene meno la sensazione di sete. E' quindi importante introdurne una sufficiente quantita', pari a 1,5- 2 litri, anche se non se ne sente il bisogno, per evitare di andare incontro a stati di disidratazione. Per i pazienti che hanno disfagia ai liquidi si consiglia l'utilizzo di addensanti, polveri inodori e incolori, che modificano la consistenza dei liquidi. In conclusione, al fine di raggiungere un invecchiamento di successo e' utile un'integrazione mirata di vitamine, minerali e proteine che permetta di combattere la malnutrizione, conclude l'Ufficio stampa del Meeting Salute di Rimini. (Dire) 

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