30 novembre 2023 ore: 16:16
Immigrazione

Malta, incriminati “i tre della El Hiblu”. Amnesty: “La peggiore decisione possibile”

Il procuratore generale di Malta ha incriminato i tre giovani richiedenti asilo dell’Africa occidentale, conosciuti come “i tre della El Hiblu”, per aver cercato di impedire che l’equipaggio della nave che li aveva soccorsi nel 2019 li riportasse illegalmente in Libia

Il procuratore generale di Malta ha incriminato tre giovani richiedenti asilo dell’Africa occidentale, conosciuti come “i tre della El Hiblu”, per aver cercato di impedire che l’equipaggio della nave che, nel 2019, li aveva soccorsi in mare li riportasse illegalmente in Libia.
“Il procuratore generale di Malta ha impiegato oltre quattro anni e mezzo per prendere la peggiore decisione possibile - ha dichiarato Elisa De Pieri, ricercatrice regionale di Amnesty International -. Siamo di fronte a una parodia della giustizia: i tre ragazzi, che fecero da mediatori tra l’equipaggio e un gruppo di richiedenti asilo in panico, ora andranno incontro a un processo che potrebbe terminare con una condanna all’ergastolo”.

La vicenda

Nel marzo 2019, tre adolescenti richiedenti asilo, un ivoriano di 15 anni, e due guineani di 16 e 19 anni, si imbarcarono su un affollato gommone in partenza dalle coste libiche. Insieme ad altre 108 persone vennero salvate da un mercantile chiamato El Hiblu. Il capitano della nave tentò di tornare indietro in Libia, un’azione in contrasto con le norme internazionali secondo le quali ogni capitano di qualsiasi imbarcazione ha il dovere legale di salvare vite in pericolo in mare e di sbarcarle in un porto sicuro. La nave invertì la rotta e, il 28 marzo, attraccò a Malta. Le autorità maltesi arrestarono i tre ragazzi, accusandoli di aver costretto il capitano a cambiare destinazione. Secondo molte testimonianze dei richiedenti asilo che erano sulla “El Hiblu”, i tre ragazzi cercarono di riportare la calma tra le persone in panico e funsero da traduttori tra l’equipaggio della nave e le persone soccorse.

“L’incriminazione non ha tenuto conto del fatto che i tre ragazzi facevano parte di un gruppo di oltre 100 richiedenti asilo in procinto di essere respinti illegalmente in Libia, dove le loro vite sarebbero state in pericolo. Eppure, saranno proprio loro ora a doversi difendere da accuse che vanno dagli ‘atti di terrorismo’ alla violenza - ha sottolineato De Pieri -. L’indagine che ha portato all’incriminazione è stata segnata da una serie di irregolarità procedurali, quali la detenzione in carceri per adulti, il procedimento in un tribunale per adulti e la mancata audizione di testimoni chiave”.
“Il caso contro ‘i tre della El Hiblu’ non avrebbe mai dovuto iniziare. Ma c’è ancora tempo per rimediare: chiediamo alle autorità maltesi di annullare le accuse e di risparmiare a questi tre giovani un’ulteriore ingiustizia”, ha concluso De Pieri.
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