5 novembre 2018 ore: 13:44
Economia

Manovra, Boeri: legge maschilista, toglie congedi a padri

rifinanziamento dei congedi di paternita' obbligatori e differenze di eta' nell'accesso alle pensioni tra uomini e donne. Sono i "segnali di maschilismo" che il presidente dell'Inps, Tito Boeri vede nella manovra del governo Conte

Mancato rifinanziamento dei congedi di paternita' obbligatori e differenze di eta' nell'accesso alle pensioni tra uomini e donne. Sono i "segnali di maschilismo" che il presidente dell'Inps, Tito Boeri vede nella manovra del governo Conte. "Segnali di maschilismo che credo ci siano anche in questa legge di bilancio che, nel momento in cui va a dire manteniamo le differenze di eta' nell'accesso alle pensioni tra uomini e donne, non rifinanzia il congedo di paternita'", spiega Bieri a Bologna per un convegno in occasione dei 120 anni dell'Istituto di previdenza.
"In Italia si era arrivati a fatica a quattro giorni di congedo obbligatorio, credo che si dovesse andare oltre come in molti paesi nordeuropei per promuovere il lavoro femminile. Invece, purtroppo la legge di bilancio cio' non rifinanzia il congedo paternita'", precisa.

"I congedi di paternita' sono uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per realizzare l'uguaglianza delle opportunita'. Vuol dire che anche i padri devono prendersi cura dei figli. E' un aspetto culturalmente importante ma che tende anche a contrastare un pregiudizio diffuso, soprattutto tra i datori di lavoro delle piccole imprese, secondo cui assumere delle donne e' piu' rischioso, perche' costano di piu' e perche' poi dovranno prendersi cura dei loro figli, soprattutto donne in eta' fertile", sostiene Boeri.

Donne in trappola. Anche quando si pensa di agevolarle introducendo sconti contributivi per la maternita' e mantenendo le differenze di eta' nell'accesso alle pensioni. "Dare queste possibilita' alle donne spesso puo' essere anche una trappola, perche' non sono loro a decidere, sono spinte a prendersi delle responsabilita' che dovrebbero essere invece condivise" con gli altri familiari, avverte il presidente dell'Inps.

"Trovo che in Italia quando si devono fare delle cose in favore delle donne, si continui a dire che bisogna dare loro piu' opportunita' di stare nel non lavoro e fuori dal mercato del lavoro. Quindi 'permettiamo loro di andare in pensione prima, di prendersi cura dei familiari', non penso sia l'atteggiamento giusto", ammonisce da Bologna. "Non e' questo quello che da' piu' possibilita' di scelta alle donne perche' poi alla fine indebolisce anche il loro potere contrattuale all'interno delle loro famiglie. Anche le donne che lavorano si devono prendere molta piu' cura della famiglia rispetto agli uomini", osserva Boeri.

Fatto sta che, alla fine, "l'Italia e' il Paese in cui la somma delle ore passate sul lavoro retribuite e quelle passate fuori dal mercato del lavoro, lavorando a casa, e' piu' alta per le donne rispetto agli uomini. In altri Paesi invece c'e' una spartizione molto piu' egualitaria di questi due momenti e attivita'", sottolinea.

Che fare, allora? "Credo che non si possano raggiungere i progressi che si sono ottenuti in altri paesi se non avremo equilibrio nella partecipazione a mercato lavoro. In Italia il divario e' vicino al 20%, ma si continua a ragionare su questo aspetto promuovendo la partecipazione delle donne al non lavoro. Non e' casuale che si parli anche in questi giorni di favorire l'accesso delle donne al sistema pensionistico introducendo sconti contributivi e si parli di mantenere le differenze di eta' nell'accesso alle pensioni tra uomini e donne", conclude. (DIRE)

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