8 novembre 2018 ore: 17:47
Economia

Manovra, Cgil, Cisl e Uil Napoli: il Sud chiede lavoro non assistenza

"Gli attivi unitari hanno il valore di presentare a quadri e delegati il senso e i contenuti della nostra piattaforma, condivisa unitariamente per chiedere al governo un radicale cambiamento dell'impostazione sulla politica economia e finanziaria ...

"Gli attivi unitari hanno il valore di presentare a quadri e delegati il senso e i contenuti della nostra piattaforma, condivisa unitariamente per chiedere al governo un radicale cambiamento dell'impostazione sulla politica economia e finanziaria del Paese". A sottolinearlo e' il segretario generale aggiunto della Cisl nazionale, Luigi Sbarra, che oggi ha chiuso l'attivo unitario dei sindacati per condividere con i lavoratori la piattaforma di proposte per la manovra.

"Il tema non e' di quanto si sfora il rapporto deficit-Pil - avverte Walter Schiavella, segretario generale Cgil Napoli - ma come si utilizzano quelle risorse per creare occupazione e sviluppo. Le proposte contenute in legge di bilancio a nostro avviso non sono adeguate soprattutto per il Sud, che e' veramente il grande assente della manovra in termini di rilancio, crescita, sviluppo e occupazione. Si parla soprattutto al Nord, poco al Mezzogiorno". Il reddito di cittadinanza "cosi' come e' costruito - precisa Schiavella - sembra una misura solo assistenziale ma il Mezzogiorno ha bisogno di un vero piano di crescita".

L'attivo e' stato anche un'occasione per rilanciare "la piattaforma unitaria presentata da Cgil, Cisl e Uil per l'area metropolitana di Napoli, che si rifa' perfettamente alle rivendicazioni nazionali. Chiediamo piu' risorse per l'occupazione nelle amministrazioni locali, il superamento di vincoli nella copertura delle piante organiche e interventi strutturali per la crescita di una Citta' Metropolitana, quella di Napoli, che e' il motore per la crescita del Mezzogiorno", aggiunge Schiavella.

Anche sul piano nazionale, il tema di un Sud assente in manovra emerge anche dalla parole di Sbarra, secondo cui il lavoro "arriva al Mezzogiorno solo se ripartono gli investimenti pubblici e privati, se il governo - ragiona il segretario aggiunto della Cisl - si da' una visione politica industriale rinnovata che sostenga i comparti e i settori della nostra economia. Tutto questo significa puntare sul Sud, facendo della questione Mezzogiorno una vera grande questione nazionale. Basta con l'idea che al Sud ci sono solo criticita'. Al Sud ci sono risorse e opportunita' da recuperare ma serve una grande politica di coesione nazionale".

Per Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Napoli, la manovra "guarda poco allo sviluppo. Vogliamo provare a unire il Paese, quindi innanzitutto non si puo' eludere un confronto con le organizzazioni dei lavoratori. Si e' vista una ripartenza del Sud ma ora c'e' il rischio di tornare indietro". Sulla "vertenza Mezzogiorno" Cgil, Cisl e Uil hanno "obiettivi unitari e chiedono azioni ed impegni piu' concreti al governo" per i quali non escludono di mettere in campo "iniziative unitarie" nelle prossime settimane.

"A Napoli e al Mezzogiorno - sostengono i sindacati - non serve assistenza ma politiche e strumenti per uno sviluppo strutturale e duraturo che producano occupazione di qualita' e crescita economica. Nella legge di bilancio mancano le risposte adeguate per i comuni che, come quello di Napoli, sono in pre-dissesto e non possono subire ulteriori tagli di risorse e di organico, ne' tantomeno possono permettersi un commissariamento". (DIRE)

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