6 giugno 2016 ore: 17:16
Giustizia

Marche, a rischio chiusura due strutture di reinserimento dei detenuti

Casa Paci e Casa Orizzonte senza risorse da gennaio a causa dei tagli della regione. La denuncia di Antigone: "Proprio ora che gli esperti puntano sui benefici delle misure di comunità, rischiano di chiudere le strutture che rappresentano un anello essenziale nei percorsi di reinserimento sociale"
Carcere: detenuto di spalle

PESARO – Sei mesi senza finanziamenti, in attesa di una buona notizia dalla regione Marche che non è mai arrivata, e ora Casa Paci a Pesaro e Casa Orizzonte ad Ancona rischiano la chiusura. Le uniche due strutture marchigiane di accoglienza per detenuti ed ex detenuti sono al collasso dopo il mancato rifinanziamento della legge 28/2008 con cui la regione sosteneva le attività trattamentali dentro e fuori gli istituti di pena. “Siamo senza risorse dall’inizio dell’anno - racconta Maria Chiara D’Amicis, assistente sociale a Casa Paci - e non sappiamo quale sarà il futuro. La cooperativa (cooperativa sociale ‘Irs L’Aurora’ ndr) sta facendo fronte a tutte le spese. Nel frattempo stiamo cercando bandi per accedere a fondi europei ma riusciremo a resistere ancora per poco, forse questione di mesi, perché la Casa ha costi elevati.Già ogni anno la nostra cooperativa sociale ha dovuto aggiungere risorse proprie da affiancare a quelle esterne per far quadrare i bilanci. Ma è impensabile riuscire a gestire tutto da soli”.

L’allarme per Casa Paci e Casa Orizzonte è stato lanciato da Antigone Marche che dal proprio blog denuncia ancora una volta l’azzeramento dei fondi sociali regionali. “Ne parliamo da diversi mesi ormai - si legge nel blog -, sia come Antigone, sia nell’ambito della campagna 'Trasparenza e diritti'. Il mancato rifinanziamento della legge regionale 28/2008, nella cornice del taglio di una parte consistente dei finanziamenti al sociale, significa l’interruzione di gran parte delle attività trattamentali in carcere. E ora c’è il rischio chiusura per Casa Paci e Casa Orizzonte: due centri di accoglienza grazie ai quali le persone detenute che sono lontane dalla famiglia hanno la possibilità di avere un domicilio presso il quale usufruire di permessi e misure alternative e di tentare un reinserimento graduale nella società. Proprio oggi che molti, esperti e non, sembrano convenire sui benefici assicurati dalle misure di comunità quale alternativa alla detenzione in carcere, nella nostra Regione chiuderebbero due strutture che rappresentano un anello essenziale per i percorsi di reinserimento sociale delle persone detenute. Vedremo se ci sarà qualche novità nella manovra di bilancio 2016 che dovrebbe andare in Consiglio regionale il 21 giugno”.

“Il problema - spiega il presidente di Antigone Marche, Samuele Animali - è che una volta chiuse, è difficile far ripartire queste strutture perché ci sono operatori, c’è tutta una organizzazione che rischia di saltare se non viene rifinanziata subito”. L’azzeramento dei fondi, circa 800 mila euro l’anno per le 7 carceri marchigiane e per l’esecuzione penale esterna, rischia di compromettere anche le attività interne delle 7 carceri della regione mentre per la cooperativa ‘Irs L’Aurora’ i problemi arrivano anche dal comune. “Oltre ai finanziamenti regionali, abbiamo una convenzione con il comune di Pesaro che è nostro partner - sottolinea Maria Chiara D’Amicis - : ma al momento nessuno dei due enti sta erogando i fondi delle convenzioni. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con il comune e domani il nostro presidente sarà di nuovo in regione per sollecitare una soluzione”.

Casa Paci. Casa Paci è attiva dal 1991. E’ finanziata da comune e regione, gestita dalla cooperativa sociale ‘Irs L’Aurora’ e sostenuta dalla Caritas. Collabora con l’Uepe (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) di Ancona per l’elaborazione dei programmi personalizzati.
L’utenza proviene soprattutto dalla Casa circondariale di Pesaro e dalla Casa di reclusione di Fossombrone. Dispone di una capacità ricettiva di 10 posti per un’ospitalità completa e/o diurna. Per gli ingressi sono presi in considerazione detenuti in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno (per i momenti della giornata non occupati da attività lavorativa come il pranzo, il pomeriggio, la cena, notte esclusa); detenuti in permesso premio (3-15 giorni); semiliberi in licenza; detenuti in regime di detenzione domiciliare o di affidamento in prova al Servizio sociale; imputati in regime di arresti domiciliari; ex detenuti; adulti a rischio di emarginazione. Casa Paci effettua colloqui in carcere di segretariato sociale e di valutazione delle richieste di inserimento in struttura e colloqui di sostegno e consulenze individuali e di mediazione familiare; prepara progetti individualizzati residenziali per il reinserimento sociale e istanze alle autorità, pratiche sanitarie, pratiche Inps; all’occorrenza si occupa di ricerca ed inserimento lavorativo in particolare presso cooperative sociali di tipo ‘b’ e aiuta le persone a stilare il bilancio competenze e nella stesura dei curricula; offre una mediazione interculturale e se necessario cura i contatti con le ambasciate; predispone attività culturali e ricreative e servizi di informazione e orientamento territoriale.

Casa Orizzonte. Il Centro è stato istituito nel 2004 dal comune di Ancona per offrire risposte ai bisogni di accoglienza e di accompagno per detenuti in misura alternativa alla detenzione che non possiedono legami e/o rapporti parentali e amicali nel territorio di Ancona. E’ gestito da ‘Asscoop’ e ‘Irs L’Aurora’. Può ospitare 4 persone, di regola provenienti dalla Casa circondariale di Montacuto o dalla Casa di reclusione di Barcaglione. Si tratta di situazioni caratterizzate da assenza di reti familiari e/o precarie condizioni economiche in capo a detenuti in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno, detenuti in permesso premio o affidati in prova al Servizio Sociale. “Due anni fa – racconta Maria Chiara D’Amicis – abbiamo acquistato la struttura che ospita Casa Paci, fino a quel momento in comodato gratuito. I proprietari avevano sollecitato una decisione e noi, credendo in questa esperienza, una delle poche nel centro Italia, abbiamo deciso di investire. Abbiamo a disposizione 10 posti che sono sempre pieni. Due per il Comune di Pesaro per il disagio adulto, uno per i permessi premio e gli altri per le persone in misura alternativa. In questo momento ospitiamo adulti, per la metà stranieri, con un’età media di 50 anni, molto alta, con disagio estremo, peggiorato dall’assenza di un lavoro e dal momento storico”. (Teresa Valiani) 

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