9 settembre 2015 ore: 18:13
Immigrazione

Marcia degli scalzi, le associazioni: “Ci siamo con solidarietà e rabbia”

Presentata oggi la manifestazione che si svolgerà venerdì in tutta Italia. Due eventi sono previsti anche a Parigi e Lipsia. Oltre 300 le associazioni che hanno aderito da Amnesty international a Medici senza frontiere. “Dobbiamo accogliere, parlare di meno e fare di più”
Marcia scalzi. Piedi nudi

ROMA – Da Venezia a Roma fino a Palermo e Pozzallo. Cresce di ora in ora la lista delle città che hanno aderito alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi, l’iniziativa in solidarietà con i profughi di tutta Europa che si svolgerà venerdì 11 settembre. Ad oggi le città italiane che hanno risposto all’appello sono 61, più di 300 le organizzazioni (tra cui Arci, Amnesty international, Emergency, Medici senza frontiere, Cnca) e 1500 le personalità del mondo della cultura e della politica che parteciperanno. “L’abbiamo chiamata la Marcia delle donne e degli uomini scalzi perché tutti abbiamo vive le immagini drammatiche delle persone che scappano dal loro paese senza niente, senza neanche le scarpe. E così anche noi vogliamo stare a piedi scalzi per dimostrare non solo solidarietà del nostro paese ma anche la sensibilità di chi vuole porre all’Europa un problema non più rinviabile”. Lo ha sottolineato Giulio Marcon, deputato di Sel e ideatore dell’iniziativa, durante la presentazione, oggi alla Camera. Marcon ha ricordato che alla manifestazione è legato un appello che si fonda su quattro punti: la creazione di corrodi umanitari, la chiusura dei centri di detenzione per i migranti, l’accoglienza senza se e senza ma dei profughi  e la richiesta di una normativa europea condivisa sul diritto d’asilo.

-  “L’intuizione di Andrea Segre e di Giulio Marcon di organizzare una marcia a piedi nudi per comunicare la nostra solidarietà alle donne e agli uomini che fuggono dalla guerra e dalla violenza, e che stanno approdando nel nostro continente, ha provocato una reazione così importante e partecipata che ci fa capire che la società civile esiste e resiste a dispetto della povertà del dibattito politico e mediatico di cui siamo stati spettatori durante questa lunga estate. E questo è un dato positivo”- ha sottolineato don Armando Zappolini, presidente del Cnca. In collegamento da Venezia, Andrea Segre, altro ideatore della marcia ha sottolineato l’attivismo di queste ore in Veneto: “qui c’è tanta gente che ha un bisogno urgente di far sentire la sua voce e di portare alla luce i propri contenuti dopo un’estate passata a contenere le varie esternazioni dei comitati del No!”. Sulla stessa linea anche Grazia Naletto, presidente di Sbilanciamoci: “Marciare venerdì sarà un segnale importantissimo per le istituzioni europee – afferma - Dobbiamo rivendicare una politica giusta e avviare azioni concrete”. Per Filippo Miragli di Arci, si dovrà porre l’attenzione, in particolare sulle violazioni dei diritti umani che “inevitabilmente saranno all’ordine del giorno negli hotspot del governo si appresta ad aprire. Per questo sarà importante marciare soprattutto a Pozzallo, che diventerà uno dei centri di identificazione”. “Siamo molto preoccupati per il summit del 14 settembre – aggiunge Loris De Filippi di Medici senza frontiere -, vorremmo che ne uscisse davvero un nuovo modo di pensare. Dobbiamo accogliere, parlare di meno e fare di più”.

Dopo la conferenza stampa gli organizzatori hanno incontrato la presidente della Camera Laura Boldrini che ha incoraggiato l’iniziativa e ha auspicato che si possa arrivare ad un diritto di asilo europeo che andrebbe nella direzione di una vera Europa dei popoli.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news