17 febbraio 2015 ore: 18:19
Società

Marina, prima allenatrice trans. "Insegno ai ragazzi a comportarsi da uomini"

Marina Rinaldi, 33 anni, da oggi allenerà il San Michele Rufoli, formazione salernitana di Terza categoria: “Mi hanno salvato la passione per lo sport e la fede, i valori che tenterò anche di trasmettere ai miei ragazzi”
Marina Rinaldi

Marina Rinaldi

-NAPOLI – Si chiama Marina Rinaldi, ha 33 anni ed è la prima allenatrice trans in Italia. Da oggi allenerà il San Michele Rufoli, formazione salernitana del girone A del campionato provinciale di Terza categoria. “Nella vita mi hanno salvato la passione per lo sport e la fede”, spiega la giovane salernitana, a cui la guida della squadra di calcio è stata affidata da due parroci dei paesini di Rufoli e Ogliara. Gli stessi, specifica, che pagano anche il terreno di gioco per dare una possibilità di riscatto ai giovani in un territorio di Salerno completamente abbandonato. “Siamo tutti uguali agli occhi di Dio – dice la Rinaldi – con la nostra semplicità e le nostre debolezze”.
Ma come si coniuga la devozione religiosa con le battaglie per i diritti Lgbt? “Non mi sono mai sentita giudicata né in difficoltà. Credo che l’errore più grave che si possa commettere è quello di autoghettizzarsi. Molto spesso siamo noi a porci dei limiti e ad agire in maniera contraria alla nostra essenza, solo per paura di essere giudicati o per tabù che ci imponiamo”.

Marina Rinaldi
Marina Rinaldi

Marina, che proprio oggi festeggia il compleanno, è diplomata in ceramica e ha come hobby quello di comporre canzoni. “Cerco di fare tutto, magari lo faccio male, ma ci provo, sempre nel rispetto degli altri”. Il calcio fa da sempre parte della sua vita: figlia di un ex giocatore della Battipagliese, la passione sportiva che l’ha nel Dna, ha giocato in piccole squadre del salernitano, fino alla grande sfida di oggi. “Proverò ad insegnare ai miei ragazzi a comportarsi da ‘uomini’ nelle piccole cose, prendersi le loro responsabilità, perché, per citare il grande Paolo Borsellino, c’è bisogno di dare fiducia alle giovani generazioni. Una lezione, quella di coraggio e legalità, che i nostri politici dovrebbero prendere ad esempio”.

“Sono una donna fortunata”, dice Marina Rinaldi, perché lei si definisce donna e la parola trans le sta stretta. “Sono diventata donna a tutti gli effetti, raggiungendo finalmente un equilibro tra anima e corpo – sottolinea – l’11 luglio del 2013, per me quella data è come un secondo compleanno, ma la mia moralità e il mio comportamento sono sempre stati quelli di una donna”.

In fondo la normalità è un concetto molto semplice, ognuno ha la sua e deve viverla con coraggio. Quella della neoallenatrice di calcio è una quotidianità caratterizzata sì da allenamenti e imprese sportive, ma anche dall’affetto dei genitori, entrambi sindacalisti, che l’hanno sempre capita e sostenuta nelle sue scelte di vita. “Amo i bambini e vorrei avere una famiglia”, confessa infine la giovane, che sogna di poter prendere al più presto il patentino ufficiale di coach e di allenare i pulcini di una scuola calcio. “Auguro a tutti quelli che stanno affrontando il mio percorso –conclude Marina Rinaldi – di volersi bene e andare fino in fondo con orgoglio”.
Intanto c’è qualcuno che si dice già disponibile ad accoglierla sul campo: Antonio Gargiulo, presidente della squadra multietnica Afro-Napoli United, impegnata da sempre contro ogni forma di discriminazione. (mn)

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