14 luglio 2020 ore: 12:09
Disabilità

Mario cerca casa: vive in ospedale perché mamma e papà non riescono a prendersi cura di lui

di Antonella Patete
Il piccolo ha sei mesi e una grave disabilità. Lo rende noto la Rete delle MammeMatte, che dal 2017 è riuscita a trovare una famiglia a oltre 100 bambini considerati difficilmente collocabili perché disabili, troppo grandi o con un passato difficile. E ora chiede: “Per favore condividete questo appello!”
MammeMatte, logo

ROMA - Cerca casa Mario, anzi sarebbe più corretto dire che cerca una famiglia: una mamma, un papà o comunque qualcuno che si prenda cura di lui. Lo rende noto l’associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (più conosciuta come La Rete delle MammeMatte), che lancia un appello sul web. Perché Mario (nome di fantasia) oggi ha sei mesi, tutti passati in un ospedale del Nord Italia, senza le coccole di mamma e papà. E alla sfortuna si è aggiunta altra sfortuna, dal momento che il Covid-19 ha costretto gli ospedali a cancellare la presenza di persone esterne e perciò, in questo breve periodo di vita, il piccolo non ha potuto nemmeno godere della vicinanza di operatori e volontari.

Mario è nato con una disabilità psicomotoria grave e difficile da gestire, tale da gettare nel panico la sua mamma e il suo papà che, tra un espediente e l’altro, riuscivano a malapena ad affrontare le loro giornate. Entrambi erano riusciti a raggiungere l’Italia a bordo di un gommone, dopo un viaggio pericolosissimo e straziante: la mamma era già incinta di Mario, all’ottavo mese di gravidanza. Quando i medici hanno spiegato ai genitori la disabilità del loro piccolo, questi non sono riusciti a stargli vicino nonostante gli aiuti offerti dai servizi sociali. E oggi vanno a trovare il figlio in ospedale raramente. Dal punto di vista sanitario, il piccolo è stabile, anzi sta facendo piccoli progressi: non mangia e non respira autonomamente, ma ha cominciato da poco a muovere le gambine e le braccine e a seguire lo sguardo di chi gli sta di fronte. I medici si chiedono se il ritardo psicomotorio sia dovuto solo alla patologia con la quale è nato o anche alla mancanza di figure di riferimento. Non si sa quanto margine di miglioramento possa avere, ma certamente se amato e accolto in una famiglia riuscirà a esprimere al meglio le sue potenzialità.

M’aMa ha ricevuto segnalazione di Mario pochi giorni fa da uno dei tanti Tribunali per i minorenni con i quali collabora e subito è scattata la ricerca di una famiglia tutta per lui. Si cerca ovunque sul territorio nazionale: il piccolo è adottabile, ma vista la complessità e l’urgenza del caso si accogliere anche la disponibilità di singoli e coppie adottive e affidatarie (etero e omosessuali), purché opportunamente formati dagli enti competenti territoriali. L’associazione M’aMa nasce dall’incontro tra quattro mamme (adottive, affidatarie, biologiche) con un unico obiettivo: trovare una casa, per sempre o per un po’, a ogni bambino che ne abbia necessità, soprattutto se con bisogni speciali. Si tratta di quattro professioniste del sociale – dislocate tra Toscana, Lombardia, Lazio, Veneto – che, attraverso il progetto conTATTO, mirano a mettere, appunto, in contatto tra loro le possibili famiglie affidatarie (persone singole, coppie etero e omosessuali) o adottive con tribunali e servizi sociali (dai quali dipenderà l’esito dell’abbinamento).

“Abbiamo deciso di fare da ponte tra famiglie e istituzioni, soprattutto i tribunali, al fine di operare in maniera più incisiva a favore della tutela dei minori attraverso l’affido e l’adozione – fanno sapere le MammeMatte –. I bambini con bisogni speciali sono la nostra spina nel cuore, sono bimbi che tutti piangono ma che poi tutti dimenticano. Bimbi che si trasformano in fascicoli accatastati per anni su uno scaffale di tribunale, per i quali giudici e assistenti sociali concludono che le famiglie non ci sono. Bimbi definiti dagli stessi operatori “difficilmente collocabili” perché hanno dai 9 anni in su, hanno fratelli e sorelle, presentano gravi disabilità, sono istituzionalizzati da anni o sono vittime di maltrattamenti e abusi. Attualmente il progetto conta su una rete di 1.700 famiglie presenti sull’intero territorio nazionale ed è riuscito a collocare in famiglia ben 110 minori con bisogni speciali. Ed ora le MammeMatte lanciano un sos: “Mario ha bisogno di una famiglia. Per favore condividete questo appello!”.

Per maggiori info su Mario e sugli altri bambini in cerca di famiglia: www.affidiamoci.com e/o scrivere a karin@affidiamoci.com o a mamadallapartedeibambini@gmail.com. Telefono: 339.8322065 (Karin) o 331.7910854 (Emilia)

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