6 novembre 2018 ore: 11:29
Società

Matrimoni forzati, dalla Firenze dei Medici al Bangladesh di oggi

Mostra a Firenze. Sette trittici, due ritratti fotografici e un disegno per raccontare la forza delle donne. Le foto parlano della comunità tribale dei Munda e delle donne della casata dei Medici
Mostra matrimoni forzati

FIRENZE - Sette trittici, due ritratti fotografici e un disegno per raccontare la forza delle donne. In Bangladesh, una piccola comunità tribale, i Munda, oggi non praticano quasi più matrimoni forzati e precoci grazie alla determinazione di una giovane che si è sottratta alla pratica nascondendosi nella giungla e riuscendo a promuovere, convincere e sostenere altre giovani donne della sua comunità. Di loro ci parlerà la mostra fotografica di Sara Santarelli mentre la mano di una giovane disegnatrice messicana, Laura Luja, ha reinterpretato i ritratti dei volti delle donne della casata dei Medici che furono sposate bambine o poco più e che, nonostante l’importante ruolo politico e sociale che hanno svolto nella vita fiorentina dell’epoca sono rimaste nell’ombra.

“Ieri a Firenze, oggi in Bangladesh, le donne costruiscono la loro emancipazione: è questa l’idea che ci ha spinto a proporre questa mostra per il nostro ventennale - dichiara Isabella Mancini, vice presidente dell’Associazione Nosotras Onlus che nel 2018 compie appunto venti anni di attività- L’associazione lavora da anni sul tema della lotta e contrasto dei matrimoni forzati e precoci, oltre che delle pratiche tradizionali nefaste come le mutilazioni genitali femminili e con questa esposizione vogliamo tornare a sensibilizzare la società civile sulla tematica. Il fenomeno dei matrimoni forzati è ancora molto diffuso e l’impegno per consentire alle bambine di tutto il mondo di vivere la loro infanzia in pienezza non può venire meno”. 

La mostra si tiene dal 2 al 30 novembre al Teatro Puccini nello spazio esposizioni e sarà l’occasione per scoprire come è possibile raggiungere importanti risultati proprio grazie alla capacità che le donne hanno di organizzarsi e determinarsi: percorsi non facili, anzi, ma possibili. Un messaggio di speranza che speriamo possa essere contagioso. Le fotografie sono state realizzate da una giovane fotografa, Sara Santarelli, che ha trascorso due mesi nella giungla del Bengala, ospite di una spartana missione guidata da padre Luigi Paggi che accoglie anche queste giovani donne che non hanno voluto seguire un destino che sembrava segnato. A fianco dei volti di queste donne di oggi ci saranno i disegni, realizzati da una giovane disegnatrice messicana, Laura Luja, che ritraggono quelli di alcune delle donne della casata dei Medici che sono state ugualmente fatte sposare in giovane età. 

W.I.F.E - Wonderful Instrument for Enjoyment è una esposizione che vuole far riflettere sulla forza delle donne, sulla loro capacità di autodeterminazione anche in quei contesti, sociali, storici, economici, dove cambiare sembra impossibile. L'Associazione Nosotras Onlus ha deciso di promuovere questo evento in occasione dei suoi venti anni di attività dedicati all'empowerment delle donne di tutto il mondo. Nello spazi espositivo i visitatori troveranno una cassetta delle lettere dove poter lasciare un messaggio di riflessione sulla mostra, a conclusione dell’esposizione verrà estratto uno dei messaggi e il visitatore selezionato riceverà una borsa dell’associazione con un manifesto 50x70 della mostra. Inaugurazione il 2 novembre alle ore 19,30 con la presenza della fotografa, Sara Santarelli, e della disegnatrice, Laura Luja.

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