14 luglio 2014 ore: 13:57
Non profit

Medici per i diritti umani Israele sul quotidiano israeliano “Haaretz”: "Stop a nuove violenze"

L'organizzazione ha scritto una lettera aperta in cui denuncia le gravose condizioni in cui si trova ad agire la macchina dei soccorsi, a causa dei ripetuti bombardamenti: "La responsabilità di uno Stato nei confronti del proprio popolo non può essere ridotta a periodiche esibizioni del proprio potere militare”
Bombardamento nella striscia di gaza, palestina israele

ROMA - “La responsabilità di uno Stato nei confronti del proprio popolo non può essere ridotta a periodiche esibizioni del proprio potere militare”, queste le dure parole che PHR- Israele lancia allo Stato israeliano, dalle pagine del quotidiano “Haaretz”. Dopo aver denunciato le gravose condizioni in cui si trova ad agire la macchina dei soccorsi, a causa dei ripetuti bombardamenti, Medu-Israele, chiede di mettere da parte la cultura della vendetta e dell’odio, costruendo, invece, un dialogo pacifico, che metta al sicuro l’ingente numero di innocenti a rischio, in queste ore. Gli anni di controllo intensivo su Gaza hanno incitato la fiamma dell’odio e della vendetta. “ È doveroso per lo Stato instaurare una visione chiara e reale di uguaglianza, pace e libertà, perché solo così si potrà assicurare una sicurezza a lungo termine. Invece oggi siamo testimoni ancora una volta di una dimostrazione di forza militare”.

In quanto medici volontari, gli operatori di Medu si trovano ad incontrare, quotidianamente, le persone colpite dal conflitto, coloro che non hanno alcuna responsabilità nell’escalation di violenze di queste settimane e che sono solo vittime. L’unica speranza per garantire la sicurezza di questa gente sta nell’assicurare la pacificazione delle zone occupate: “Come medici e attivisti dei diritti umani e della pace, incontriamo vittime che ogni giorno vivono l’angoscia, la sofferenza e l’umiliazione. Vivendo ogni giorno da dentro questa situazione, crediamo che la strada per una buona soluzione e per prevenire ulteriori spargimenti di sangue si troverà solo comprendendo che, la libertà e la sicurezza dei residenti di Israele è legata alla libertà e alla sicurezza dei residenti dei Territori Occupati: la striscia di Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est”.

L’invito alla pace, al cessate il fuoco e alla costruzione di un nuovo progetto per questa regione, chiude l’appello di PHR- Israele: “Chiediamo di non aumentare il numero di vittime. Di dare priorità alla vita, alla salute e ai diritti delle persone. Di non continuare, nel nostro nome, questa operazione distruttiva e vendicativa. È arrivato il momento di deviare le energie e le risorse usate fin ora per generare violenza e morte, al fine di mettere fine all’occupazione e costruire una prospettiva nuova visione per questa regione”. (Maria Panariello)

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