12 aprile 2017 ore: 13:09
Immigrazione

Medu: "Nella Piana di Gioia Tauro la salute dei braccianti stranieri non è tutelata"

Malattie dell’apparato respirato, digerente, muscolo-scheletrico, ma anche geloni e un alto livello di sofferenza psichica. Sono le patologie più riscontrate dal Medu tra i migranti che lavorano negli agrumeti di San Ferdinando (Reggio Calabria): 553 i pazienti, 708 le visite. I dati di “Terraingiusta”
Diario Terragiusta/Medu Diario Terragiusta 1

Casolare Taurianova. Foto Diario TerraINgiusta/Medu

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) - “Io non sono malato. Io mi ammalo perché sono qui. Non ho una casa, questo posto è sporco e non posso mangiare e dormire bene. E poi penso tutto il giorno al mio permesso di soggiorno. Non so se me lo daranno e quando”. Sono le parole di S. D., 24 anni, maliano, migrante che vive e lavora nelle campagne della Piana di Gioia Tauro, a San Ferdinando, dove oltre 2.500 braccianti di origine straniera sono impiegati nella raccolta degli agrumi, “in condizioni spaventose”, come si legge nel report “Terraingiusta” realizzato da Medici per i diritti umani. Tra dicembre 2016 e marzo 2017, il Medu ha effettuato 708 visite a 553 persone, di cui 35 donne. Tra le patologie più frequenti: quelle dell’apparato respiratorio (21,2%), dell’apparato digerente (19%), dell’apparato muscolo-scheletrico (14,7%), “disturbi strettamente correlati alle pessime condizioni abitative e lavorative”. Seguono i traumatismi (10,6%), tra cui numerosi casi di geloni e principi di congelamento delle estremità inferiori, “che testimoniano le drammatiche condizioni in cui i migranti si sono trovati a vivere durante l’inverno”. Altre patologie non sono correlate a una diagnosi specifica ma esprimono un malessere generale fisico e psicologico (9,3%) e patologie di natura infettiva (6,8%) tra cui infezioni fungine e parassitarie a carico della pelle. Pochi i casi di disturbi mentali (1,9%) ma “dalla pratica clinica è stato possibile percepire un alto livello di sofferenza psichica che si manifesta con cefalee, algie diffuse e altri sintomi da somatizzazione – si legge nel rapporto – A questo proposito, la popolazione incontrata presenta un elevato grado di vulnerabilità in conseguenza della condizione di estrema precarietà in cui si trova a vivere unita, in molti casi, al recente arrivo nel nostro Paese attraverso rotte migratorie subsahariane in cui la maggior parte dei migranti ha subito molteplici violenze e abusi di ogni tipo”.

Accesso al Servizio sanitario nazionale. Su 439 pazienti visitati dal Medu regolarmente soggiornanti solo il 36% era dotato di tessera sanitaria. Tra i richiedenti asilo, la percentuale diminuisce: il 27%. “Le principali difficoltà a ottenere l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale sono legate all’impossibilità di ottenere la residenza/domicilio e alla mancanza di informazioni”. Su 159 pazienti in possesso di tessera sanitaria, solo 1 aveva l’esenzione dal ticket per motivi di reddito. Esenzione a cui non hanno diritto gli inoccupati (cioè coloro che non hanno mai avuto un’occupazione in regola), ma solo i disoccupati. “Di conseguenza, i richiedenti asilo e rifugiati di recente arrivo, che nella maggior parte dei casi non hanno mai avuto un lavoro in regola, si trovano nella condizione di dover pagare l’intero costo del ticket per poter accedere a visite specialistiche e accertamenti diagnostici. Altro limite, tutto locale, è l’impossibilità per i richiedenti asilo che dimorano nella Piana di Gioia Tauro di rinnovare l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale dopo 180 giorni a causa di un problema procedurale nel sistema informatico utilizzato”.

Il Medu ha anche sostenuto la campagna di screening sulla tubercolosi rivolta a soggetti a rischio di infezione (messa in atto dall’Azienda sanitaria provinciale) in seguito ad alcuni casi di tubercolosi riscontrati nella tendopoli di San Ferdinando e nel campo container di Rosarno. In particolare, Medici per i diriti umani hanno fatto azioni di sensibilizzazione della popolazione e orientamento dei migranti a cui era stato somministrato il test. Le principali criticità che hanno compromesso l’efficacia della campagna sono state il ritardo nell’attuazione dell’intervento, a causa del lento recupero dei materiali diagnostici necessari, l’assenza di mediatori culturali e il difficile reperimento di tutti i pazienti per poter effettuare la lettura del test”.

Valorizzare e potenziare il sistema sanitario pubblico come luogo insostituibile di cura per la comunità. È stato l’obiettivo del servizio di supporto fornito dal Medu presso l’ambulatorio per stranieri di Rosarno. “Si è registrato una maggiore affluenza di pazienti poiché il bacino di utenza, prima limitato agli stranieri irregolarmente presenti, è stato esteso anche alle persone regolarmente soggiornati ma residenti in altro Comune o Regione – si legge nel report – Una misura positiva. D’altra parte, nonostante per sollecitazioni messe in atto dal team, l’ambulatorio di Rosarno continua a versare in condizioni deplorevoli: la struttura è fatiscente e priva di riscaldamento, i servizi igienici sono inagibili, le condizioni igieniche generali sono carenti, non sono garantite le minime condizioni di privacy dato che l’ambulatorio è separato dalla sala d’attesa da una tenda”. Inoltre, nell’ambulatorio manca una dotazione di farmaci essenziali per le principali patologie e una strumentazione di pronto intervento minima, la mancanza di computer, telefono, fax, indispensabili per garantire l’informatizzazione dei dati dei pazienti, disporre di una cartella clinica consultabile e aggiornabile e rilasciare le tessere Stp (Straniero temporaneamente presente) ed Eni (per i cittadini dell’Ue non residenti e non assistiti negli Stati di provenienza). Altra criticità è la carenza di mediatori culturali: nei prossimi mesi il Medu sosterrà il reclutamento di un mediatore culturale da parte del Comune di Rosarno (grazie ai finanziamenti per il progetto Terragiusta), la Regione ha annunciato un progetto che, da settembre, dovrebbe garantire la mediazione culturale negli ospedali e nei punti salute della Piana di Gioia Tauro.

Le proposte del Medu: garantire standard minimi accettabili per l’ambulatorio per stranieri di Rosarno attraverso la ristrutturazione, messa a norma ed equipaggiamento della struttura, il potenziamento del personale sanitario e l’assunzione di mediatori culturali, estendere il bacino di utenza alle persone regolarmente soggiornanti ma residenti in altro Comune o Regione anche negli altri ambulatori della Piana di Gioia Tauro, trasferire l’ambulatorio di Polistena a San Ferdinando per facilitare l’accesso al servizio da parte di chi vive negli insediamenti informali nella zona industriale e nella tendopoli, adeguare la procedura per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale di richiedenti asilo alla normativa vigente per tutto il periodo di richiesta di asilo. (lp)

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