22 gennaio 2019 ore: 12:19
Società

Memoria: in scena “Rosa Winkel”, spettacolo sullo sterminio degli omosessuali

Lo spettacolo racconta la vicenda umana e sportiva di Otto Peltzer, atleta omosessuale tedesco, perseguitato e deportato a Mauthausen fino al 1945. Dal 25 al 27 gennaio “Rosa Winkel” sarà a Lenz Teatro di Parma, il 30 a Bologna a Teatri di vita
Francesco Pititto rosa winkel spettacolo giornata memoria

Foto di Francesco Pititto

PARMA – Dopo “Kinder”, spettacolo del 2016 sui bambini ebrei di Parma vittime dello sterminio nazista, e “Aktion 14” del 2017 sul programma nazista di eutanasia per i bambini nati con malformazioni o disabilità, prosegue il progetto di creazioni performative di Lenz Fondazione sui temi della Resistenza e dell'Olocausto. In occasione della Giornata della memoria 2019 e in apertura di Habitat Pubblico 2019 sarà riallestito (aveva debuttato ad aprile 2018) “Rosa Winkel” (Triangolo rosa), lo spettacolo sulle deportazioni e lo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti. “Tra le migliaia di corpi martoriati e perseguitati ne abbiamo scelto uno per tutti come rifrazione storico-drammaturgica, quella di Otto Peltzer, uno dei più grandi mezzofondisti della storia”, racconta Francesco Pititto, autore del testo originale e dell'imagoturgia dello spettacolo che ha ottenuto il patrocinio di Arcigay associazione Lgbti+ italiana. “Rosa Winkel” sarà in scena dal 25 al 27 gennaio a Lenz Teatro e il 30 gennaio a Teatri di vita di Bologna (lo spettacolo è adatto a un pubblico di età superiore a 16 anni).  

 

Foto di Francesco Pititto
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Arrestato e incarcerato diverse volte per la sua omosessualità, Otto Peltzer viene deportato a Mauthausen dove rimane fino al 1945, quando gli americani liberano il campo. “Otto non viene però riabilitato neanche nella Germania post-nazista – continua Pititto – Il 'peccato' dell'omosessualità lo perseguiterà, andrà in India a insegnare atletica e altri sport ai giovani. Rientra in Germania solo alla fine. E nemmeno oggi il traguardo è vicino e la corsa continua”. L'installazione scenica, la regia e i costumi in “Rosa Winkel” sono stati curati da Maria Federica Maestri. “Lo spazio è ripartito in sequenze modulari variabili formate da 16 armadietti metallici che costituiscono il luogo della duplice dimensione insita nello spogliarsi: lo smascheramento, la liberazione dell'involucro esteriore e al contempo il denudamento, inteso come perdita di identità, azzeramento dell'unicità e della differenza – spiega Maestri – Si intende così 'figurare' la doppia dinamica su cui si muove la drammaturgia: la pienezza corporea dell'identità omosessuale dell'atleta e la secchezza identitaria del corpo dell'internato, privato nel campo di sterminio di ogni segno sessuale”.

“Rosa Winkel” è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea di Parma e vede in scena Valentina Barbarini, Adriano Engelbrecht, Roberto Riseri, Davide Rocchi. Il progetto permanente Resistenza e Olocausto di Lenz Fondazione è realizzato con il sostegno di Mibac, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma. (lp) 

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