27 gennaio 2021 ore: 15:43
Giustizia

Memoria, Sassoli (Ue): "Fare memoria è un dovere: no a negazionismi e amnesie"

Il presidente del Parlamento europeo, nel suo discorso in occasione della Giornata della memoria, ricorda il valore dell'Europa: "E' l’unica realtà che può consentirci di riscoprire quella vocazione che ci ha portato a costruire uno spazio di democrazia"
David Sassoli

ROMA - “Fare memoria è un dovere perché quanto è successo non possa accadere di nuovo” e è un dovere ricordare perché “la realtà dei campi di concentramento va oltre l’umana comprensione e oltre i limiti delle possibilità di espressione”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli, nel suo discorso in occasione della Giornata della memoria.

“La seduzione ideologica e diabolica dei fascismi e dei nazisti deve essere ricordata e condannata ovunque -  spiega Sassoli -  E dobbiamo farlo senza più quasi la voce dei testimoni che l’hanno vissuta: il volgere delle generazioni ci obbliga a guardare a quegli eventi con la forza della ragione e senza più l’ausilio così prezioso di chi ha vissuto la devastazione, la ferocia e la forza seducente del demonio nazionalista. Ma dobbiamo anche ricordare che coloro che hanno vissuto quell’orrore ci hanno dato in custodia istituzioni democratiche ed europee”.

Al centro del discorso del presidente Sassoli il valore dell’Europa. “La costruzione dell’Europa non è solo una straordinaria risposta politica agli orrori del nazionalsocialismo ma è anche uno dei motori fondamentali del processo di integrazione tra Paesi democratici. – sottolinea - La nostra storia ci insegna, infatti, che non sarà il nazionalismo di ritorno a proteggerci dalle nuove insidie perché la sacralizzazione delle frontiere così come la ricerca di un’identità pura e univoca non farà altro che produrre nuovi nemici. L’Europa stessa è nata nel segno dell’apertura, della cooperazione, della consapevolezza di un destino comune. È nata da una grande visione, da un ideale coraggioso che solo poteva trarre forza da una tragedia cosi immane come quella provocata dalla seconda guerra mondiale e dal folle disegno nazista. Per questo tutti noi europei dobbiamo vivere la responsabilità di quella custodia: la custodia della democrazia e dell’Europa. Perché l’Europa è l’unica realtà che può consentirci di riscoprire quella vocazione che ci ha portato a costruire uno spazio di democrazia in cui il diritto è il termine di riferimento con cui noi regoliamo i rapporti fra i nostri Stati membri, fra i nostri cittadini e domani con quegli Stati che aspirano a vivere con noi”.

Un richiamo importante, in un momento così difficile e di trasformazione come quello attuale,  quello a “agire insieme e proteggere la nostra coesione, cioè il contesto nel quale intere generazioni hanno fatto esperienza di pace e hanno saputo costruire un modello che per una lunga stagione ha favorito benessere, crescita economica, diritti sociali e civili. Perché la pace, la solidarietà, la reciproca comprensione sono moltiplicatori di benessere, e anche di sicurezza. Ma questo è possibile solo con una società viva, plurale, dialogante, sorretta da principi di umanità: non una società di monadi separate, ma di solide interrelazioni”.

La Giornata della Memoria è dunque “un invito all’impegno, alla vigilanza e alla responsabilità. Per impedire negazionismi e amnesie, dobbiamo sentire tutti l’impegno per una lucida e vigile coscienza storica, capace non solo di rendere testimonianza ma anche di capire, prevenire e intervenire ogni qualvolta si diffondono i semi del male assoluto. Un modo per ricordare ma anche per onorare il sacrificio di chi in questo campo ha perso la vita e ha lottato per un mondo migliore difendendo i valori di libertà e giustizia”.

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