28 giugno 2021 ore: 15:33
Immigrazione

Mentre l’Ue si accorda sulla politica agricola, lavoratori migranti in sciopero per chiedere diritti

“Oggi nei campi non ci sarà nessuno”. Con questo slogan oggi la Flai-Cgil ha portato in piazza i lavoratori stranieri, poi ricevuti dal prefetto di Reggio Calabria che ha garantito campagna vaccinazioni, accoglienza e permessi di soggiorno
Foto: Flai-Cgil Sciopero dei lavoratori migranti, Flai-Cgil

Sciopero dei lavoratori migranti, Flai-Cgil

ROMA – “Oggi nei campi non ci sarà nessuno”. Questa mattina Flai Cgil aveva annunciato così, sul proprio profilo Facebook, lo sciopero dei lavoratori migranti della Piana di Gioia Tauro, la maggior parte impiegati in agricoltura.
I lavoratori migranti dalla tendopoli di San Ferdinando, da Taurianova, da Rosarno e Gioia Tauro sono arrivati con i pullman a Reggio Calabria per manifestare e per il presidio davanti alla Prefettura.

Il corteo dei lavoratori migranti ha chiesto accoglienza dignitosa, potenziamento delle azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento e al caporalato, maggiore celerità per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e l’inclusione di tutti i migranti nella campagna vaccinale.

Il confronto con il Prefetto

Una rappresentanza dei lavoratori in sciopero e in presidio a Reggio Calabria, insieme ai rappresentanti della Flai Cgil, è stata poi ricevuta dal PrefettoJean René Bilongo, della Flai Cgil nazionale, ha ricordato come si sia deciso di scioperare “perché la situazione è critica in tutto il Paese. La regolarizzazione procede a rilento; le azioni di contrasto al caporalato sono deboli.  E in più, adesso, una campagna vaccinale che ancora non li raggiunge, invece noi chiediamo che vengano vaccinati tutti e per questo motivo mettiamo a disposizione delle istituzioni la nostra conoscenza capillare del territorio”.

Quanto alla regolarizzazione, Bilongo ha sottolineato che “nasce da un contesto di emergenza che richiederebbe, in quanto tale, procedimenti amministrativi rapidi. Invece ci troviamo davanti istanze respinte per cavilli burocratici che lasciano i lavoratori senza diritti, sul ciglio della strada”.  “Il Prefetto di Reggio Calabria ci ha ricevuti e abbiamo strappato importanti impegni su tre punti: campagna vaccinazioni, accoglienza e permessi di soggiorno – ha continuato Bilongo -. La campagna vaccinazioni verrà estesa a tutti i lavoratori presenti nella provincia di Reggio Calabria; mentre sul fronte accoglienza verrà convocato in via straordinaria entro il 15 luglio il Consiglio territoriale per l’immigrazione che affronterà in modo strutturale il problema. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, si è sancita la necessità di un confronto permanente con la Questura, attraverso anche la stipula di una intesa volta alla accelerazione dei tempi di disamina delle richieste”.

“Inoltre, voglio ricordare come lo sciopero di oggi arriva pochi giorni dopo la morte di Camarda Fantamadi, ucciso dal caldo e dalla fatica al rientro da una giornata di lavoro nei campi, questo sciopero è anche in suo nome – ha concluso -. Dobbiamo far sentire le voci dei lavoratori con maggior forza, quest’ecatombe è inaccettabile: si può prevenire e si deve fermare. Da Gioia Tauro e dalla provincia di Reggio Calabria vorremmo che altre piazze del Paese fossero contaminate da questa protesta”.

Intanto l’Europa si accorda sulle politica agricola comune

“Per la prima volta nella storia, le istituzioni europee si sono accordate su una riforma della politica agricola comune (Pac) che tiene conto delle condizioni di milioni di lavoratori agricoli in Europa”. Nel commentare l'esito delle decisioni assunte sulla Pac dal Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura, il segretario generale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, ha dichiarato: "L'accordo di oggi sulla Pac è una grande notizia per tutti i lavoratori agricoli in Europa. Quello che sembrava essere una mera speranza pochi mesi fa, oggi è diventata realtà: i soldi pubblici della Pac si erogheranno alle aziende che, se non rispettano contratti collettivi e le normative sul lavoro, dovranno restituirli e saranno sanzionate. Non è esattamente ciò che chiedevamo ma non possiamo non apprezzare l’importante risultato che abbiamo ottenuto”.
“A seguito della battaglia, che da anni conduciamo come sindacati italiani e grazie all’impegno e mobilitazione dell’Effat è stato finalmente possibile ottenere una Pac che aiuterà a contrastare la violazione dei diritti dei lavoratori”.

La Flai si rammarica, però, nel constatare che, a causa dell'opposizione del Consiglio dei Primi Ministri Europei, gli Stati membri inizieranno l'attuazione della condizionalità sociale volontariamente dal 2023 e obbligatoriamente dal gennaio 2025.
“Adesso dovremo lavorare intensamente - continua Mininni - perché, a partire dal Governo Italiano, ed insieme ad Effat il processo di attuazione della condizionalità sociale, in ogni singolo Stato membro, diventi applicabile ovunque nel 2023”.
Insieme all'inclusione cruciale di un meccanismo di condizionalità sociale, altri importanti elementi sociali sono ora parte dell'accordo: I servizi di consulenza agricola dovranno fornire informazioni agli agricoltori sulle condizioni di lavoro e sulle informazioni da garantire ai lavoratori. Gli Stati membri avranno anche l'opportunità di promuovere il miglioramento delle condizioni di lavoro e di occupazione come parte dei loro interventi settoriali.

“Per quanto riguarda l'architettura verde della Pac - continua Mininni - la Flai esprime forti perplessità per l’assenza di un legame tra la Pac e gli ambiziosi obiettivi ambientali del Green Deal, delle strategie Farm to fork e Biodiversità. Il risultato finale riflette per lo più la posizione del Consiglio Europeo che continua a favorire una agricoltura industriale inquinante e la monocoltura a scapito dell’Agro-biodiversità”.
“Potrebbe trattarsi di una occasione persa per realizzare una reale transizione verso un sistema alimentare sostenibile”, conclude Mininni.

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