Messina in ginocchio: 457 lavoratori nei servizi sociali verranno licenziati
I lavoratori sono tutti impegnati nei servizi di assistenza domiciliare agli anziani; trasporto disabili nei centri riabilitativi; assistenza domiciliare agli anziani; centri di aggregazione giovanile, che verranno chiusi; istituto per anziani Casa Serena, con la ristrutturazione predisposta e relativo trasferimento degli ospiti.
I 457 lavoratori, che hanno già ricevuto le lettere di prelicenziamento, saranno licenziati tra Natale e Capodanno.
Questa mattina sono cominciate, infatti davanti all'ufficio provinciale del lavoro, così come prevede la legge, le trattative con i sindacati per un tentativo di conciliazione. Poi ci saranno venti giorni di tempo per procedere al licenziamento vero e proprio. Una prima parte di lavoratori è stata convocata per oggi. Una seconda parte si presenterà l'11 dicembre.
Le lettere di preavviso riguardano i dipendenti delle cooperative Nuova Presenza, Azione Sociale, Faro 85 e Nuove Solidarietà, Assistenza e trasporto alunni portatori handicap, Progetto Vita, Cag Gravitelli e Camaro, Nuove Solidarietà-Cas, Cag S. Lucia sopra Contesse, Cep e Ponteschiavo, Cag Villa Lina, Villaggio Aldisio e Bordonaro, Azione sociale-Lilium, assistenza domiciliare famiglie portatori handicap, gestione tre asili nido: “Angolo del Cucciolo”, San Licandro e Camaro
La Gardenie.
Per le coop, in mancanza ancora del bilancio previsionale 2012 e del pluriennale 2013-2014, è impossibile indire un nuovo bando, mentre l’attuale contratto scade a partire dal 31 dicembre: in questa data rimarranno a casa i 104 lavoratori di Casa Serena. Per tutti gli altri il licenziamento scatterà dal 20 gennaio. I segretari generali delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, Clara Crocè, Calogero Emanuele e Giuseppe Calapai, chiedono l’intervento del prefetto Stefano Trotta e avvisano: “L’elenco è destinato ad allungarsi. All’appello mancano altre cooperative, che nei prossimi giorni avvieranno le procedure di licenziamento”.
In ogni caso, secondo quanto riferito dal dirigente dei Servizi sociali, Salvatore De Francesco, il Comune è intenzionato a tagliare il 50 per cento del budget per il settore, destinando solo 5 milioni di euro a fronte dei 19 milioni fino ad oggi spesi, comprese le somme da destinare al Don Orione che ammontano a un milione e 300 mila euro.
“La richiesta delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil ai presidenti delle cooperative ed alle loro associazioni é quella di rinviare ogni ipotesi di licenziamento dei lavoratori – proseguono i rappresentanti sindacali -, considerato che durante il vertice in prefettura, tenutosi lo scorso 26 novembre, è stato assunto l’impegno di aprire un tavolo tecnico per scongiurare la chiusura della casa di riposo Casa Serena, garantire il futuro occupazionale dei lavoratori e i servizi alle fasce più deboli della nostra popolazione. e ciò anche attraverso una rivisitazione dei programmazione dei fondi della Legge 328. E’ impensabile approvare progetti finanziati con fondi della 328 sapendo che il comune dal mese di gennaio non garantirà più i servizi e, se del caso, è necessario l’intervento della Regione che autorizzi l’utilizzo di dette risorse per il mantenimento dei servizi”.
Sull’argomento è intervenuto pure il consigliere comunale di Risorgimento messinese, Nino Carreri. “E’ necessario – ha dichiarato – intervenire per frenare una strana deriva che rischia di produrre un danno macroscopico a centinaia di famiglie fornendo la possibilità, a chi ha gestito dissennatamente le cooperative, di uscire indenni dalle responsabilità e senza ‘scucire’ i soldi dovuti ai lavoratori”.
“Risulta infatti – ha continuato Carreri – che alcune delle cooperative, in barba agli impegni contrattuali, si stiano preparando ad una ‘rocambolesca uscita di scena’ lasciando il cosiddetto ‘pacco’ sulla pelle dei lavoratori che, nella speranza di poter conservare il posto di lavoro (o probabilmente sotto scacco) sono costretti a subire ogni tipo di angheria. Faccio quindi appello alla sensibilità istituzionale del commissario Luigi Croce, dei suoi più stretti collaboratori e di tutto il personale dirigente dell’area economico finanziaria affinchè siano monitorati tutti i movimenti di denaro in favore delle cooperative allo scopo di assicurare il reale pagamento delle spettanze ai lavoratori prima di ogni altra ‘necessità’ delle stesse società”. (set)