Messina, un hub per richiedenti asilo: 500 migranti fra tendopoli ed ex caserme
MESSINA - Più di 500 migranti si trovano ancora a Messina in varie strutture. La tendopoli è, ormai da oltre un anno, ancora presente in città accogliendo circa 200 migranti adulti. Prima delle feste, poi, per tamponare l'emergenza degli arrivi, è stata aperta anche l'enorme area dell'ex caserma Bisconte, comprensiva di vari padiglioni dove ci sono oltre 200 persone. In quest'ultima, proprio per l'ampiezza della struttura, sembra che ci sia l'intenzione di trasformarla in un Cara. L'ex caserma si trova, però, in un quartiere popolare di Messina che ha già i suoi problemi e il rischio, secondo alcuni attivisti della Rete antirazzista messinese, è quello di fare scattare delle possibili tensioni con gli abitanti locali. Circa 100 minori, alcuni passati dalla tendopoli, si trovano, invece, nell'ex Ipab Conservatori Riuniti in mano alla stessa cooperativa che gestisce pure la tendopoli. Si tratta, in questo caso, di una struttura buona dove ci sono gli spazi interni ed esterni a garanzia di una buona permanenza degli stessi minori. Inoltre, una decina di minori stranieri si trovano ospitati in un piccolo centro gestito dalle suore dello Spirito Santo.
In occasione della giornata del migrante parla uno dei minori accolti in questo istituto religioso. "Siamo arrivati in Sicilia a maggio. Eravamo stati trasferiti in Calabria ma abbiamo chiesto di ritornare dalle suore dove ci troviamo bene. L'Italia è un buon posto, se non altro migliore di qualunque altro Paese che abbiamo attraversato per arrivare fin qui - racconta O.C. di 17 anni del Gambia, ospite, insieme ad altri 10 migranti, di un centro di accoglienza gestito dall'istituto religioso -. Nel posto in cui ci troviamo, abbiamo da mangiare e dove dormire. Sicuramente, soprattutto non dobbiamo scappare da nessuno". "Il vero problema qui sono i tempi di attesa per avere i colloqui con la commissione - spiega il giovane - che sono troppo lunghi per chi ha in programma di continuare il proprio viaggio e lasciare l'Italia. Soffriamo molto, inoltre, l'impossibilità di comunicare con chi vive a Messina a causa delle nostra poca conoscenza dell'italiano e da parte dei messinesi della scarsa conoscenza dell'inglese e del francese". "Siamo a Messina da più di 7 mesi e qui nell'istituto delle suore non ci manca nulla. - continua il giovane - La comunità per minori, dove invece eravamo stati trasferiti in Calabria non era affatto quello che ci aspettavamo: un posto in un paesino molto piccolo, con pochi abitati con una struttura fatiscente e operatori poco preparati. Per fortuna grazie all'aiuto delle associazioni, del nostro tutore e dell'affetto delle suore, siamo riusciti, adesso, a ritornare da loro, riprendendo il nostro percorso di integrazione, che se pur difficile, sta dando i suoi primi frutti".
A parlare è anche la mediatrice culturale Marica Santoro che li conosce bene. "Ho iniziato questa esperienza quasi per senso del dovere, per appagare la mia coscienza - ci confida -. Percepivo che non potevo rimanere indifferente a questi uomini e donne che arrivavano. Non conoscendo bene la lingua francese e inglese qualunque tipo di approccio, però, mi sembrava impossibile, eppure il tempo mi ha smentita: per dare un sorriso o un giubbotto per ripararsi dal freddo non c'erano bisogno di molte parole". "Col passare del tempo questa assistenza - racconta ancora -, a volte sterile, non mi bastava più ed ho deciso di cominciare a studiare con impegno le lingue parlate dai migranti, a leggere di politiche migratorie, a guardare la cartine ed individuare ormai ad occhi chiusi l'esatta posizione del Mali, del Gambia, del Senegal, della Nigeria, della Syria, del Bangladesh, cercando di immaginare lo stremante tragitto che hanno subito per arrivare in Italia". "Dall'ottobre 2013 ogni mio pomeriggio ormai, l'ho trascorso fuori dalla struttura del Primo Nebiolo" (al tempo non ancora tendopoli), per imparare e conoscere questi migranti - racconta -. L'entusiasmo e la vitalità tipica dei miei 20 anni, si è presto trasformato in rabbia. Quella rabbia di chi vorrebbe un mondo giusto in cui un ragazzo di 15 anni dovrebbe poter andare tranquillamente a scuola nel proprio Paese, una donna incinta poter partorire su un letto di ospedale e non su un barcone e un bimbo di 4 anni giocare spensierato piuttosto che morire in mare. Quella rabbia che mi ha dato la spinta per fare sempre meglio e per iscrivermi ad un corso di lingue straniere per conseguire il titolo di mediatore culturale. Quella rabbia che mi ha permesso di partecipare ed essere parte attiva in alcuni sbarchi di migranti, senza uscirne emotivamente distrutta. Quella rabbia che, con ancora più coscienza oggi, mi fa desiderare per la giornata del migrante, un’Italia ed Europa più umane, delle politiche migratorie più giuste, dei tempi burocratici meno lunghi, l'apertura di corridoi umanitari, più SPRAR e meno CARA ma, soprattutto mai più tendopoli".
Secondo il nuovo bando indetto dalla prefettura di Messina è stata sancita la proroga dei centri per migranti nell'ex caserma di Bisconte e al PalaNebiolo per l’intero 2015 per un totale di 440 posti. Due luoghi che non piacciono alle diverse realtà della Rete antirazzista messinese. La caserma perché rischia di diventare un Cara con gli stessi problemi di Mineo e la tendopoli perché i migranti vivono in condizioni poco dignitose anche dal punto di vista sanitario, attestate pure dall'Asp, in balia del freddo e del caldo, ed ammassati senza alcuna privacy.
In particolare, il nuovo appalto ha previsto 440 posti, di cui 240 al PalaNebiolo e 200 all’ex Caserma Gasparro di Bisconte. Quest’ulteriore bando conferma il progetto Ministeriale che prevede l’individuazione di tre città italiane – tra le quali Messina – per la creazione di tre grandi centri – chiamati “Hub” – di smistamento per richiedenti asilo. Nelle intenzioni del Ministero la capienza dei rispettivi centri dovrebbe contenere almeno 800 persone. Una cifra, questa, facilmente raggiungibile con l’eventuale ristrutturazione dei due plessi attualmente inagibili della struttura dell’ex Caserma a Bisconte. (set)