15 marzo 2016 ore: 16:00
Economia

Microcredito, in Piemonte un fondo per gli imprenditori "non bancabili"

Rinnovata la convenzione, grazie alla quale dal 2010 i cittadini che non riescono ad accedere a prestiti bancari hanno potuto avviare piccole imprese. A partire da quest’anno, accesso garantito anche agli aspiranti imprenditori della cultura
Monetine in pile crescenti, economia, microcredito - SITO NUOVO

TORINO - Un piccolo asilo nido nel centro di Torino e una pasticceria cuneese specializzata in prodotti senza glutine. Imprese che, almeno in teoria, non richiederebbero grandi sforzi economici per essere avviate: ma che difficilmente le titolari - rispettivamente Chiara Ghirardi e Domenica Bervilacqua, piemontesi tra i 30 e i 40 anni d’età - avrebbero potuto aprire senza l’aiuto di un’iniziativa di agevolazione, messa in piedi dalla regione Piemonte e da una cordata di fondazioni bancarie e sociali. Ghirardi e Bevilacqua rientrano infatti nella scomoda definizione di “soggetti non bancabili”: ovvero di quei cittadini che - spesso in ragione della giovane età e di una congiuntura economica non proprio felice - non sono in grado di fornire le dovute garanzie alle banche e restano dunque esclusi dai finanziamenti per lo sviluppo delle imprese. Il termine tecnico è “tasso d’esclusione finanziaria”, e in Italia sta crescendo a ritmi preoccupanti:nel 2008, all’alba della crisi economica il dato era del 16 per cento; oggi, dopo otto anni di credit crunch, ha superato quota 22.

È in questo quadro che anche nel belpaese va affermandosi sempre più lo strumento del microcredito, insieme di programmi economici volti a erogare finanziamenti di lieve entità per lo sviluppo di piccole e medie imprese. È così che Chiara Ghirardi e Domenica Bevilacqua hanno potuto aprire le loro attività. Ma il dato interessante, in questo caso, è che a farsi garante dei loro prestiti è stata la regione Piemonte: che ieri pomeriggio, assieme alla Compagnia di San Paolo e alle fondazioni “Mario Operti" e “Cassa di risparmio di Cuneo” ha rinnovato l’intesa per la gestione congiunta del Fondo regionale per il Microcredito. Nel 2010, quella piemontese è stata la prima tra le pubbliche amministrazioni italiane a entrare in un’iniziativa di questo genere: il suo compito è di fornire una garanzia dell’80 per cento sui prestiti erogati ai cittadini, che vanno da un minimo di 3mila a un massimo di 25mila euro. Anche per questo - come tiene a precisare Mariella Enoc, presidente della fondazione Operti - “la selezione dei progetti è molto scrupolosa. Vogliamo sia ben chiaro che questa iniziativa non ha una valenza assistenziale, ma produttiva: gli aspiranti imprenditori devono capire che, pur in assenza di interessi, si tratta comunque di un prestito che va restituito”.

I numeri, del resto, parlano chiaro: a fronte di oltre 3.500 progetti presentati, solo 200, ad oggi , hanno passato l’esame della commissione incaricata. Tutti, però, hanno potuto contare sul supporto di un team di esperti, che li ha assistiti e monitorati nella progettazione ed eventualmente nel lancio delle loro imprese: stesura del progetto, redazione del business plan, presentazione della domanda e scelta della banca convenzionata; di questo, si è occupata una rete di istituzioni no profit, coordinata dalla fondazione Operti e partecipata, tra gli altri, da rappresentati di Confcommercio, Confartigianato, Legacoop e Confcooperative.  

A partire da quest’anno, inoltre, verranno messe a disposizione dei richiedenti una serie di competenze aggiuntive per favorire l’accesso al fondo anche alle imprese creative e culturali. Potranno inoltre accedervi, oltre alle attività nascenti, anche quelle costituite da non più di 36 mesi, che abbiano avuto difficoltà a decollare, e i lavoratori autonomi.  A oggi, il fondo ha una dotazione finanziaria di 4 milioni e 400 mila euro: di questi, 2 sono stati stanziati dalla Regione, mentre il resto si deve al contributo della Compagnia di San Paolo (1 milione), della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo (300mila), di Unioncamere Piemonte (630mila) e del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle (350mila euro). “In realtà - chiarisce Enoc- gli istituiti di credito coinvolti riconoscono al fondo un moltiplicatore pari a 3 volte la cifra originale: di fatto, quindi, il totale supera abbondantemente i 12 milioni di euro”. Per informazioni sull’accesso al fondo: Direzione regionale Coesione sociale - 011.432.4885 susanna.barreca@regione.piemonte.it (ams)

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