21 luglio 2015 ore: 15:17
Economia

Microcredito sempre più diffuso, nel 2014 creati 14 mila posti di lavoro

I dati del monitoraggio annuale. Erogati quasi 150 milioni di euro per 11.500 iniziative: metà hanno una finalità sociale, metà una finalità produttiva. Ma la domanda è molto maggiore: ottiene soddisfazione meno della metà delle richieste. Molto bassi i tassi di mancata restituzione
Microcredito. Donna di colore cuce vestiti

ROMA – In un anno, il 2014, sono stati circa 11.500 i microcrediti concessi in Italia, per un ammontare complessivo di oltre 147 milioni di euro di crediti erogati: divisi quasi equamente fra microcrediti con finalità sociale e con finalità produttiva, hanno generato tutti insieme circa 14 mila posti di lavoro, rendendo i beneficiari protagonisti delle proprie scelte. E’ questo il quadro sintetico illustrato nel monitoraggio delle iniziative di microcredito realizzato dall’Ente nazionale per il microcredito e presentato alla Camera nel corso di un workshop aperto e chiuso dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.

E’ stata soddisfatta meno della metà (44%) della domanda esplicita, cioè delle richieste sottoposte a valutazione, il che rende evidente il potenziale di crescita di questo strumento. I microcrediti accordati nel 2014 per finalità sociale (che implica l’inclusione di persone in condizione di particolare vulnerabilità) sono state 5734, mentre quelle con finalità produttiva (che sostiene l’avvio o l’esercizio di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa) sono state 5694. Il ambito sociale si è data soddisfazione al 71% delle richieste, in ambito produttivo al 32% delle stesse. Rispetto agli anni passati, questo è il primo anno in cui si è raggiunta una sostanziale uguaglianza fra le due tipologie: finora quella sociale aveva sempre prevalso su quella produttiva.

In effetti, i dati degli ultimi anni (2011-2014) affermano che i microcrediti sociali sono stabili (con poco meno di 6 mila casi annui) mentre i microcrediti produttivi aumentano ad un tasso medio del 75% annuo. E aumento anche l’ammontare complessivo: al microcredito sociale sono stati destinati circa 26 milioni di euro in ciascuno degli ultimi anni, mentre l’ammontare del microcredito produttivo è cresciuto dai 37 milioni del 2011 agli oltre 120 milioni di euro del 2014. Ogni richiesta per scopi produttivi è finanziata in media con 21.300 euro (il massimale di legge è di 25 mila) mentre per i microcrediti sociali il massimale di 3 mila euro. In quattro anni, complessivamente, sono stati erogati oltre 370 milioni di euro, 277 dei quali per finalità produttive: 14 mila persone sono state in grado di avviare o sostenere un’attività lavorativa. Dal 2011 ad oggi sono stati creati oltre 34 mila posti di lavoro, il che significa che ogni beneficiario del microcredito produttivo genera in media 2,43 posti di lavoro (lui compreso). Questo dato porta a sostenere che se tutta la domanda fosse stata soddisfatta (40.495 richieste) si sarebbero generati oltre 98 mila posti di lavoro. Ogni posto di lavoro è stato creato con una anticipazione di credito di circa 8 mila euro per ogni occupato.

Il dato della creazione di posti di lavoro è particolarmente importante, soprattutto se confrontato con il periodo di crisi che ha caratterizzato il periodo 2011-2014 e segnala la particolarità del microcredito, uno strumento ben diverso dal prestito bancario e che, grazie soprattutto ai servizi aggiuntivi (fra cui il vero e proprio affiancamento del richiedente, che viene accompagnato passo passo nell’avvio o nella gestione della propria impresa) riesce a esprimere risorse che sarebbero rimaste nascoste perché non accolte all’interno del sistema bancario tradizionale. Con una particolarità rilevante: il tasso di default, quindi di mancate restituzioni del microcredito, è bassissimo, con percentuali di successo quasi totali.

I beneficiari del microcredito nel settore produttivo (dati 2014) sono soprattutto donne (37%), giovani (30%) e immigrati (7%) mentre nel settore sociale le percentuali differiscono: immigrati in testa (64%), poi donne (49%) e giovani (19%). In quasi 9 casi su 10 gli istituti bancari hanno giocato un ruolo nelle iniziative di microcredito, e oltre la metà delle iniziative ha fra i partner almeno un ente pubblico. I soggetti del terzo settore, con fondazioni, privati e enti religiosi, sono presenti in circa un terzo dei casi, mentre bassa è la presenza di società pubbliche e di intermediari finanziari.

 

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