22 aprile 2015 ore: 12:25
Immigrazione

Migrantes: "Il piano dell'Ue? Non rafforza il salvataggio in mare"

Il commento del direttore Perego: "E’ uno scandalo che la politica europea dell'immigrazione non valuti immediatamente operazioni e azioni di rafforzamento della ricerca e del salvataggio in mare e continui a favorire operazioni di controllo delle frontiere"
Immigrati su barcone. Volti preoccupati

ROMA - "La Commissione europea, l'indomani della tragedia più grave di morti nel Mediterraneo, ha annunciato 'azioni coraggiose'. Ne è seguito un decalogo di iniziative dove sono presenti 'verbi come distruggere, contrastare, respingere, ma sono completamente assenti verbi come salvare, accogliere, tutelare”. Lo denuncia la Fondazione Migrantes. “E’ uno scandalo – afferma il direttore generale mons. Giancarlo Perego - che la politica europea dell'immigrazione non valuti immediatamente operazioni e azioni di rafforzamento della ricerca e del salvataggio in mare e continui a favorire operazioni di controllo delle frontiere. Il contrasto ai trafficanti degli esseri umani, ormai legati alle mafie europee e al terrorismo internazionale, passa attraverso l'attivazione di un'azione che unisca il salvataggio delle persone al contrasto della tratta”. Per questo occorre creare “un'operazione di controllo del Mediterraneo fino alle coste libiche, con il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali, per salvaguardare anzitutto la vita delle persone in mare, valutando anche l'opportunità di accogliere, anche con benefici di protezione, testimoni e testimonianze contro i trafficanti”. Al tempo stesso, sempre con gli organismi internazionali, valutare un “piano di pace e di ristabilimento della sicurezza delle persone  sulle sponde africane, libiche ed egiziane del Mediterraneo, attivando anche progetti di cooperazione internazionale per il rientro di persone; la ripresa di alcune attività lavorative, il ristabilimento di presidi sanitari, la riapertura delle attività scolastiche. Senza pace e senza la ripresa delle attività economiche e sociale e solo distruggendo – ha concluso - non faremmo che alimentare ancora disperazione e partenze”.  

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