13 dicembre 2017 ore: 15:25
Immigrazione

Migranti, a Roma il corteo degli "invisibili" per i diritti di tutti

La manifestazione "Fight/Right" si svolgerà sabato 16 dicembre. Le richieste: libertà di circolazione, abolizione della Bossi Fini e dei decreti Minniti fino al tema casa. “Siamo tante e tanti: le nostre marce confluiranno dalle periferie d’Italia e dalle campagne ed aree rurali verso la Capitale”

ROMA - Libertà di circolazione e di residenza nell’Unione Europea; rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è stata riconosciuta la protezione internazionale; regolarizzazione generalizzata dei migranti presenti in Italia; abolizione delle leggi repressive (Bossi-Fini, Minniti-Orlando e Dublino III); rottura del vincolo permesso di soggiorno/contratto di lavoro e residenza. E poi, diritto all’iscrizione anagrafica, cancellazione dell’articolo 5 della legge Lupi, un'accoglienza e un lavoro dignitosi per tutti e tutte; spese per i servizi sociali fuori dal patto di stabilità e il diritto al reddito minimo per tutte e tutti. Sono queste le rivendicazioni che verranno portate in piazza sabato 16 dicembre, nella manifestazione Diritti Senza Confini “Fight/Right”.

Il corteo partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica. “Siamo tante e tanti: le nostre marce confluiranno dalle periferie d’Italia e dalle campagne ed aree rurali verso la Capitale – spiega in una nota Aboubakar Soumahoro, Portavoce "Diritti Senza Confini" -. Riteniamo l’insieme degli attuali dispositivi legislativi italiani, dalla Bossi-Fini alla legge Lupi, fino alle recente Minniti-Orlando e legge sulla Sicurezza urbana, ed europei come il Regolamento Dublino III, un tentativo di camuffamento della realtà, da parte di chi vuol far passare i migranti e i profughi come responsabili delle disuguaglianze sociali. Consideriamo inaccettabile che chi nasce e cresce sul territorio italiano faccia fatica a essere riconosciuto come cittadino. Siamo convinti che una parte significativa della filiera dei centri d'accoglienza neghi quotidianamente i nostri diritti, annientando la dignità non solo dei profughi ma anche degli operatori sociali. Un buco nero, fatto per creare persone invisibili e senza documenti. Crediamo che la regolarizzazione sia l'unica via per restituire dignità a queste persone. A partire dal lavoro nei territori e dalle pratiche quotidiane, abbiamo condiviso la necessità di coniugare antirazzismo, antisessismo, lotta per la giustizia sociale e la libertà di circolazione e di residenza. È per questo che abbiamo deciso di organizzare una manifestazione nazionale”.

La manifestazione – spiega ancora la nota - è promossa pertanto proprio dai “dannati della globalizzazione e della colonizzazione economico finanziaria, uomini e donne in fuga o sfruttati. Non è la manifestazione che parla di noi, è la nostra manifestazione, per prendere parola e spiegare la nostra piattaforma rivendicativa, gli obiettivi concreti della nostra lotta. Proponiamo ed invitiamo tutte le realtà laiche e religiose, i movimenti antirazzisti a condividere e promuovere questa manifestazione”.

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