4 aprile 2017 ore: 13:26
Immigrazione

Migranti. A Roma "Le scarpe dei caporali", lo spettacolo sui braccianti sfruttati

Il lavoro nasce da un’inchiesta sui lavorato rati stagionali nei ghetti del Sud Italia. Ed è realizzato dal collettivo Mamadou di Bolzano in collaborazione con l’associazion K-Alma. Appuntamento sabato 8 aprile
Le scarpe dei caporali. Spettacolo contro il caporalato

ROMA – Un monologo di viaggio, di denuncia, di vita: per la prima volta a Roma, l’associazione  K_Alma e il Collettivo Mamadou di Bolzano  presentano “Le scarpe dei caporali”, lo spettacolo teatrale di Salvatore Cutrì con la regia di Paolo Grossi, nato da un’ inchiesta sullo sfruttamento nel bracciantato agricolo al sud Italia di Matteo De Checchi, collaboratore di Melting Pot Europa, e Valentina Benvenuti. Nel meridione, sono infatti più di 300mila i braccianti agricoli che vivono in ghetti dove le condizioni igienico sanitarie sono al limite, “lavoratori” sfruttati dai caporali e dalla criminalità organizzata, sottopagati, vittime invisibili che oggi rappresentano la schiavitù moderna.

Da gennaio a maggio 2016, il Collettivo Mamadou ha realizzato un tour tra Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia visitando le zone più depresse e i ghetti più nascosti. Un viaggio che non si è ancora concluso e che prosegue nelle storie dei braccianti raccolte in un monologo teatrale con lo scopo di far riflettere, forse anche con una vena di umorismo, sulla nuova mafia italiana, il caporalato, e sulle condizioni abitative e lavorative dei braccianti africani, italiani e dell'Est Europa nell'Italia del Sud. La prima romana dello spettacolo andrà in scena il prossimo sabato 8 aprile presso il teatro del Villaggio Globale (Via Lungotevere Testaccio I) con l’opportunità di sostenere l’avvio di iniziative di sensibilizzazione e azione concrete per il superamento delle condizioni di vita dei braccianti agricoli nei ghetti di Rosarno, Boreano, Rignano e Cassibile.

La serata è sostenuta anche dall’associazione Parsec e dalla campagna Coltiviamo i Diritti, da LasciateCIEntrare, Laboratorio 53 e Radio Ghetto, Terra! Onlus, Medu ed il Villaggio Globale. Presenta e modera Tiziana Barillà, attivista e giornalista di Left.
Ad anticipare lo spettacolo, un aperitivo dal sapore equo e solidale proposto da Makì - Sapori del mondo, il gruppo di cucina autogestito dai richiedenti asilo e dai rifugiati dell'associazione Laboratorio 53. Dopo la rappresentazione ci sarà spazio perla poesia e la bellezza della musica e delle canzoni del duo Tuya, al secolo Turi e Yaya, coppia nell’arte e nella vita, che trasformano e danno melodia ai testi poetici in lingua italiana e dialettale calabrese su temi sociali ed argomenti che toccano l’umano esistere.

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