13 maggio 2016 ore: 15:31
Immigrazione

Migranti, Anci: nel prossimo bando Sprar posti per chi ha un disagio mentale

Nel 2015 sono state 269 le persone affette da disagio mentale accolte nei Centri, sono solo il 40% del totale delle segnalazioni giunte allo Sprar. Molte le donne e i bambini vittime di tratta
Gruppo di immigrati, stanchi e disperati

ROMA - "Incide per il 9%, sul totale degli individui con vulnerabilita', la quota di rifugiati con disagio mentale accolti nella rete Sprar. Molte le donne e i bambini vittime di tratta. Per questo ritengo opportuno che la riapertura del prossimo bando preveda non solo posti ordinari, bensi' anche specialita' per chi ha problemi conclamati di salute. Solo nel 2015 sono state 269 le persone affette da disagio mentale accolte nei nostri centri, che rappresentano, per carenza di posti specifici, solo il 40% del totale delle segnalazioni giunte allo Sprar". Lo ha affermato Irma Melini, presidente della commissione Migrazione e accoglienza dell'Anci, durante il meeting delle citta' sane, tenutosi a Palermo, avente ad oggetto "La salute dei migranti non e' straniera". 


"Lo Sprar - ha aggiunto - e' il miglior sistema di accoglienza dei Paesi dell'Unione e, per questo, merita di essere potenziato e di entrare a pieno regime rispetto agli stessi Cas, che auspico anche grazie alle Prefetture siano sempre meno utilizzati. In più, i dati sul disagio mentale 2015 (praticamente il doppio rispetto al 2014) ci impongono di formare dei componenti di commissione territoriale capaci di accogliere e identificare fino in fondo il soggetto richiedente asilo, sia appunto persona con vulnerabilita'' o suo aguzzino, provvedendo cosi' - in entrambi i casi - ad una risposta immediata e concreta. In tal senso - sottolinea Melini - l'Anci sta dando vita ad una lista di esperti che possano essere nominati nelle Commissioni, occupandosi anche della formazione. Dalla salute dei migranti - conclude l''esponente dell'Anci - dipende anche la salubrita' del contesto all''interno del quale si inseriscono, e quindi del nostro Paese". (DIRE)

 

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