Migranti. Appello dei cattolici: "Via il reato di clandestinità, più accoglienza"
ROMA – Intervenire sulla legge sulla cittadinanza, pensare a nuove modalità di ingresso in Italia, regolarizzare gli stranieri “radicati”, abrogare il reato di clandestinità, ampliare la rete degli Sprar, valorizzare le buone pratiche realizzate in Italia e aprire ad una effettiva partecipazione alla vita democratica: sono queste le sette proposte che un cartello di quasi venti enti cattolici impegnati a vario titolo nell’ambito delle migrazioni fa alla politica italiana in vista delle elezioni del 4 marzo. Tra i firmatari di questa “nuova agenda sulle migrazioni in Italia” ci sono le Acli, l’Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, l’Azione cattolica, il Centro Astalli, il Centro missionario francescano Onlus, c’è anche il Cnca, i Comboniani, la Comunità Sant'Egidio, la Conferenza istituti missionari italiani, la Federazione salesiani per il sociale, Fcei, la Fondazione Casa della carità, la Fondazione Somaschi, la Gioventù operaia cristiana, l’Istituto Sturzo, il Movimento dei Focolari Italia, Paxchristi e Uisg. L’agenda è stata presentata questa mattina, durante una conferenza stampa tenutasi presso l'istituto Sturzo a Roma. Un intervento corale in una campagna elettorale infuocata e quasi del tutto incentrata sul tema delle migrazioni, con l’indento di “aprire uno spazio di confronto in cui dare voce alle esigenze di convivenza civile e di giustizia sociale”. Sette proposte che si ispirano agli appelli di Papa Francesco che ha invitato le comunità ad “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” migranti e rifugiati. Sette sfide su cui, secondo i promotori dell’iniziativa, occorre “intervenire al più presto”.
Primo punto in agenda è la riforma della legge sulla cittadinanza. “Da troppi anni il nostro Paese non adegua la sua legislazione sull’acquisizione della cittadinanza al mutato contesto sociale – si legge nel testo dell’agenda - e troppi cittadini di fatto non sono riconosciuti tali dall’ordinamento. Varare un provvedimento che sani queste contraddizioni non è più rimandabile”. Altro nodo cruciale è quello degli ingressi in Italia, secondo punto in agenda. Per gli enti cattolici che hanno sottoscritto l’agenda servono “nuove modalità” di ingresso e “un nuovo quadro giuridico per accogliere quanti arrivano nel nostro paese senza costringerli a chiedere asilo – si legge nel testo -. A fronte di flussi migratori che gli esperti definiscono sempre più come misti, creare una divisione politica tra richiedenti asilo e migranti economici è difficile, anacronistico e inefficace. Bisogna andare oltre”. Per questo, il testo dell’agenda chiede “una rapida riattivazione dei canali ordinari di ingresso che ormai da anni sono pressoché completamente chiusi – si legge nel testo -, con l’inevitabile conseguenza di favorire gli ingressi e la permanenza di irregolari. Per entrare in Italia secondo la legge servono modalità più flessibili e decisamente più efficienti, a cominciare da un immediato ritorno del decreto flussi, per arrivare fino a proposte più ampie e organiche di modifica del testo unico sull’immigrazione: permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari e reintroduzione del sistema dello sponsor”.
Il terzo punto in agenda riguarda la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”. “Seguendo i modelli di Spagna e Germania – si legge nel testo - gli stranieri irregolari dovrebbero avere la possibilità di essere regolarizzati su base individuale, qualora dimostrino di avere un lavoro, di avere legami familiari oppure di non avere più relazioni col paese d’origine. Si tratterebbe di un permesso di soggiorno per comprovata integrazione, rinnovabile anche in caso di perdita del posto di lavoro alle condizioni già previste per il permesso attesa occupazione”. Infine, continua il testo, il permesso di soggiorno per richiesta asilo “si potrebbe trasformare in permesso di soggiorno per comprovata integrazione anche nel caso del richiedente asilo diniegato in via definitiva - si legge nel documento - che abbia svolto un percorso fruttuoso di formazione e di integrazione”. Quarto punto, l’abrogazione del reato di clandestinità, un reato “ingiusto, inefficace e controproducente” e tuttavia “ancora in vigore”. Per il cartello di enti cattolici “va cancellato al più presto, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286”.
Tra le proposte, c’è anche quella di un potenziamento del sistema di accoglienza. Il quinto punto dell’agenda, infatti, chiede l’ampliamento della rete Sprar. “Lo squilibrio a favore dei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, è ancora troppo forte e a risentirne è la qualità dell’accoglienza – spiegano le organizzazioni -. L’obiettivo deve essere riunificare nello Sprar l’intero sistema, che deve tornare sotto un effettivo controllo pubblico, prevedere l’inserimento dell’accoglienza tra le ordinarie funzioni amministrative degli enti locali e aumentare in maniera sostanziale e rapida il numero di posti totali”. Di pari passo con il potenziamento della rete Sprar, secondo il testo, deve esserci anche la valorizzazione e la diffusione delle buone pratiche, sesto punto in agenda. “Siamo ormai da tempo sommersi da casi di cattiva accoglienza – ammettono le diverse organizzazioni firmatarie -. Esistono, sono purtroppo numerosi e non bisogna mai smettere di denunciarli con forza e rapidità, senza il minimo timore. C’è però anche un’altra faccia dell’accoglienza dei migranti, meno esposta e ben più positiva. Va raccontata il più possibile, proprio attraverso un osservatorio capace di individuare e diffondere le buone pratiche, affinché vengano il più possibile replicate”. Ultimo punto in agenda, quello della partecipazione alla vita democratica del paese. “Si prevede l’elettorato attivo e passivo – si legge nel testo - per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo”.
Secondo le organizzazioni che hanno sottoscritto l’agenda, oggi il fenomeno migratorio è “cruciale per il futuro dell’Italia”. Per questo, ai diversi schieramenti politici il cartello di enti chiede di “prendere impegni chiari e precisi nei confronti dell’opinione pubblica”, sottolineando che è necessario “uscire dalla logica emergenziale per ripensare il fenomeno migratorio con progettualità”. Oggi, secondo i promotori dell’iniziativa, esiste “un ampio bisogno di riflessione, azione e cambiamento che anima tanti cittadini. La campagna Ero straniero - L’umanità che fa bene lo ha confermato: esiste una forte domanda di informazione, di senso e di risposte concrete. A formularla è un numero crescente di cittadini che ha capito quanto sia cruciale per tutti affrontare il tema in maniera diversa”.