31 gennaio 2017 ore: 15:01
Immigrazione

Migranti, Avramopoulos (Ue): Italia non più sola, 500 milioni entro il 2020

"Encomiabile" e "ammirevole" il ruolo dell'Italia nella gestione della crisi migratoria, per questo la Commissione europea "ribadisce il suo sostegno nell'affrontare questa crisi". Lo ha detto Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per l'immigrazione. Che ribadisce il sostegno di Bruxelles al nostro Paese e chiede di rafforzare la politica dei rimpatri
- Dimitris Avramopoulos Dimitris Avramopoulos

Dimitris Avramopoulos

Roma - "Encomiabile" e "ammirevole" il ruolo dell'Italia nella gestione della crisi migratoria, per questo la Commissione europea "ribadisce il suo sostegno nell'affrontare questa crisi". Lo dice Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, rivolgendosi alle Commissioni riunite Affari Costituzionali, Esteri e Politiche dell'Ue di Camera e Senato, sulle politiche europee in materia di migrazioni.

Avramopoulos traccia rapidamente i contorni di tale fenomeno, "globalizzato e interconnesso": "nel mondo 60 milioni di persone sono costrette a spostarsi, molti fuggono da guerra e terrorismo, altri sono nati nei campi profughi. L'Europa e' stata coinvolta da questo movimento di esseri umani: solo nel 2016 un milione e duecentomila persone hanno chiesto asilo. In Italia sono arrivate 181.436 persone via mare. Nonostante queste cifre senza precedenti- osserva il Commissario europeo- gli italiani si sono dimostrati all'altezza della crisi. Tuttavia, sono convinto che nessun paese dovrebbe essere lasciato solo. E' necessaria una risposta europea".

Quindi elenca il sostegno fornito da Bruxelles all'Italia: "da quest'anno al 2020 l'Italia ricevera' 500 milioni di euro. Altri 2,5 milioni di euro saranno destinati alla mediazione sociale e per l'assistenza ai minori non accompagnati. Nel 2016- prosegue- sono stati gia' erogati 40 milioni di euro, che portano a 63milioni l'ammontare dei fondi europei per la gestione della crisi dal 2015". Infine, ricorda "il sostegno tecnico e logistico fornito dalle agenzie Ue, come i corpi di frontiera e la guardia costiera comune". Tutto pero' e' migliorabile.

Serve inoltre accelerare il meccanismo della ricollocazione, "soprattuto dall'Italia. Ad oggi ne sono stati ricollocati 2.735, 764 solo a dicembre (tra cui non c'e' nessuno minore non accompagnato). Ma l'obiettivo a cui stiamo lavorando- assicura Avramopoulos- e' di ricollocarne dall'Italia almeno 1000 al mese, per poi raggiungere quota 1.500 a partire da aprile".

Dal canto suo, secondo il Commissarioe Ue, l'Italia "deve rafforzare la politica dei rimpatri dei migranti irregolari, e far in modo che, a coloro a cui viene notificata la procedura di rimpatrio, non sia permesso di eludere tale provvedimento", restando sul territorio italiano.

Sulla riforma dell'Accordo di Dublino, Avramopoulos assicura che il lavoro prosegue e auspica che "un compromesso sia raggiunto nell'ambito della presidenza maltese, intorno al principio che nessuno stato va lasciato solo".

Infine, uno sguardo al lavoro fatto fino ad oggi: se da un lato "le reti degli scafisti nel Mediterraneo orientale sono state interrotte, gli arrivi in Grecia sono diminuiti cosi' come attraverso l'Europa centrale", la crisi non e' risolta: "bisogna bloccare la rotta attraverso il Mediterraneo centrale nonche' i flussi che partono dall'Africa".

Su quest'ultimo punto, evidenzia il Commissario Ue per la migrazione, "l'Ue sta lavorando per intavolare la collaborazione coi paesi di partenza e transito proprio a partire dalla proposta italiana", in riferimento al Migration Compact, e "gia' con la Libia sono stati avviati dei colloqui", conferma. "Solo cosi' ridurremo le traversate illegali e i morti". Infine, "la capacita' europea di integrare i migranti sara' direttamente proporzionale ai vantaggi che apportera' in termini di sostegno demografico e stimolo allo sviluppo industriale dell'Unione". 

(DIRE)

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