Migranti, Boldrini a Palermo: sul diritto di asilo l'Europa si gioca la reputazione
PALERMO - Le note dolci di Imagine di Jonh Lennon, cantate dall'orchestra e coro multiculturale dell’istituto comprensivo “Madre Teresa di Calcutta”, hanno dato il benvenuto alla presidente della Camera Laura Boldrini nel suo ingresso oggi a palazzo delle Aquile a Palermo. Presenti per l'occasione, oltre al sindaco Orlando e alla sua giunta anche il prefetto De Miro e il questore Caruso. La presidente della Camera ha ribadito in maniera forte tutto lo sforzo che ancora va fatto, a più livelli, per accogliere gli immigrati che arrivano lontano dalle chiusure e dalle barricate di alcuni Paesi europei.
“L’integrazione oggi conviene a tutti e non è a senso unico - afferma con forza Laura Boldrini -. E’ vero che chi arriva qui deve adattarsi alle nostre leggi e alle nostre abitudini ma anche noi dobbiamo imparare dalle diversità. Sull’immigrazione alcuni stati membri dell’Europa continuano a costruire muri e lo fanno in modo molto miope sapendo che non è il muro o il filo spinato a cambiare la storia. Nel tempo della globalizzazione non dobbiamo creare barriere inutili che non servono. Oggi il mondo si divide tra chi pensa che l’integrazione sia una fase di crescita reciproca e chi invece considera l’arrivo di altre persone una minaccia alla nostra sicurezza. La sfida è quella di trovare una sintesi tra queste due visioni che vada però in una direzione tale per cui tutti possiamo vivere bene".
"La commissione europea ha fatto una proposta molto chiara agli stati membri - continua -, presentando l’agenda per l’immigrazione. Ad ogni Stato è stato chiesto la disponibilità di assorbire quote di accoglienza dei richiedenti asilo. La commissione europea ha fatto la sua parte ma ci sono alcuni Stati membri che rifiutano di dare seguito all’impegno preso dal Consiglio europeo per la redistribuzione dei richiedenti asilo. Ritengo che se alcuni Stati membri non danno seguito agli impegni presi allora questi dovranno anche accettare il fatto che i fondi strutturali non verranno erogati nella stessa misura in cui avrebbero diritto. Quello che in questo momento sta avvenendo non è degno dell’Europa. Vedere intere famiglie sotto l’acqua e al freddo patire sofferenze enormi nel fango è uno spettacolo che non avrei mai e poi mai voluto vedere in Europa. L'Europa oggi si gioca la sua reputazione per sempre soprattutto nello sforzo reale di garantire in tutti i modi il diritto d’asilo. Se questa chiede agli altri paesi di rispettare il diritto d’asilo e poi tollera che alcuni Stati membri non lo fanno questa perde la sua credibilità e il ruolo di essere bussola morale del mondo. Per evitare questo ritengo che sia importante un’azione che vada a stigmatizzare quanto sta accadendo e che riporti concretamente tutti gli Stati membri alle proprie responsabilità”.
Domenica mattina alle ore 11, la presidente visiterà il quartiere di San Filippo Neri (Zen) accompagnata dal sindaco Leoluca Orlando. "La politica e le istituzioni devono rimettere al centro le periferie - aggiunge la presidente -, partendo da queste perché in queste vivono la gran parte dei cittadini ed è dovere delle autorità andare in questi luoghi per conoscerne i servizi di base. E’ un dovere andare nei luoghi difficili cercando di dare la giusta centralità anche alle esperienze positive che partono da queste. Il degrado che c’è nelle periferie fa male a tutto il Paese e se vogliamo motivare le persone dobbiamo ascoltarle mettendoci a pieno servizio”.
“Il coro multietnico – sottolinea il sindaco Orlando – è l’espressione di una città che non vive un’esperienza di periferia e del passato ma al contrario vive fortemente un’esperienza che è il futuro ed il centro dell’Europa. I ragazzi sono un atto di fiducia dell’Europa che vorremmo e che alcuni Stati purtroppo ci impediscono di avere. L’incontro di domani della nostra presidente nel quartiere Zen sarà il modo migliore di ricordare di praticare la misericordia. Una misericordia che è quella di avere attenzione per chi ancora non ha condizioni di vita adeguate a partire da una mancanza della casa, del lavoro e dell’amore. Lo Zen è Palermo e avremo modo di fare capire come sta camminando anche questo quartiere".
A raccontare, tra gli altri, il loro diverso impegno nei confronti dei migranti sono stati l'assessore Agnese Ciulla e il presidente della Consulta delle culture di Palermo Adham Darawsha. “Mi piace ricordare come, recentemente, ho seguito la scelta coraggiosa di una ragazza di 16 anni nigeriana di cui sono tutore di ribellarsi alla tratta – ha detto l'assessore alla cittadinanza sociale Agnese Ciulla -. La ragazza ha deciso di non piegarsi alla criminalità perché si è sentita accolta. Sono tanti oggi i minori stranieri che cerchiamo di aiutare ogni giorno. 400 sono i minori stranieri di Palermo. La prima accoglienza è il momento cruciale che è fondamentale per questi minori da cui volti stremati percepiamo tutta la loro sofferenza. Facciamo ogni giorno un lavoro capillare e delicato fatto della collaborazione di molte realtà per costruire e iniziare a dare un progetto di vita diverso a questi minori".
“Gli immigrati non rappresentano un problema ma un valore aggiunto per il nostro Paese. La diversità, oggi, e la sua piena valorizzazione è la vera sfida con cui fare i conti ogni giorno – afferma con forza Adham Darawsha il presidente della Consulta delle culture -. Ci siamo messi in gioco per questa città facendo tutti gli sforzi possibili per salvaguardare e riconoscere agli immigrati i diritti. Come Consulta non abbiamo grandi poteri ma possiamo spingere e fare leva con le istituzioni per affrontare e analizzare alcuni aspetti importanti. Palermo ha bisogno di finestre che si aprono sulle città che diano voce alle diverse comunità culturali presenti in questa città. (Set)