21 giugno 2017 ore: 15:07
Immigrazione

Migranti. Crotone e Reggio Calabria ancora in prima linea: oggi ennesimo sbarco

Sempre più numerosi i minori non accompagnati e le donne incinte, molte delle quali vittime di violenza durante la permanenza in Libia. A bordo della nave “Vos Hestia” di Save the children, sono arrivati nel porto di Crotone 507 migranti di diversa nazionalità, soccorsi mentre attraversavano il Mediterraneo con dei gommoni. Un altro sbarco due giorni fa a Reggio Calabria
Migranti, sbarco a Crotone 21.06.2017

CROTONE - Numerosi nuclei familiari, tante donne incinte stravolte dalle traversie del viaggio ed una quarantina di minori, molti dei quali piccolissimi. Questa la ‘fotografia’ dell’ennesimo sbarco di oggi a Crotone, le cui operazioni di prima accoglienza e identificazione sono ancora in corso. A bordo della nave “Vos Hestia” di Save the children, sono arrivati nel porto pitagorico 507 migranti di diversa nazionalità ( nigeriani, ghanesi, eritrei, marocchini, ivoriani), tutti soccorsi mentre attraversavano il Mediterraneo con dei gommoni. Sulle banchina crotonese è scattata la collaudata macchina dell’accoglienza coordinata dalla prefettura di Crotone che ha organizzato il trasferimento dei migranti al Centro accoglienza di Isola Capo Rizzuto, peraltro già affollatissimo di immigrati. Secondo le disposizioni del ministero dell’Interno, 107 delle persone arrivate stamane resteranno in Calabria, 100 andranno in Lombardia, 50 tra la Puglia e il Lazio, 25 in Toscana e Umbria, altri 50 nel Molise.

Un altro sbarco si è verificato due giorni fa a Reggio Calabria dove sono arrivate 1045 persone, di cui 867 uomini, 158 donne, 28 delle quali in stato di gravidanza. Tra i mille ‘disperati’ anche 20 minorenni, tutti salvati dalla nave Vos Prudencedi “Medici senza frontiere”, mentre viaggiavano su imbarcazioni di fortuna in mare aperto, nel Canale di Sicilia. Anche in questo caso, come è ormai di prassi, gli uffici della locale prefettura hanno coordinato la prima accoglienza dei migranti mobilitando forze dell’ordine, volontari della protezione civile regionale e comunale, vigili del fuoco, sanitari del 118 e della Croce rossa, associazioni di volontariato e operatori del Coordinamento ecclesiale diocesano. A tutti i migranti sono state garantite le cure sanitarie necessarie; nel caso specifico, i sanitari hanno accertato che molti profughi avevano inalato e ingerito una miscela di carburante e acqua di mare prima di essere soccorsi.

I migranti con patologie cutanee o con pediculosi sono stati prontamente sottoposti al trattamento della “decontaminazione”, nella postazione medica fornita anche per questo sbarco dalla Regione Calabria. Sempre più tristi e inquietanti le storie di giovani donne che rivelano di essere rimaste incinte in seguito alle violenze subite durante la permanenza in Libia, in attesa di imbarcarsi per il Mediterraneo. Abusi e soprusi di ogni genere a cui non ci si ribella perché la minaccia di morte rimane l’arma più potente, anche per i ‘nuovi mercanti di schiavi’. E poi ci si ritrova ad aspettare un bambino, frutto di violenza inaudita e inanerrabile. Una delle donne arrivate a Reggio due giorni fa, ha avuto la certezza di essere incinta in seguito ai controlli sanitari effettuati dopo lo sbarco. Quella dell’imminente maternità dovrebbe essere una notizia di gioia e felicità per la maggior parte delle donne ma che per una sopravvissuta ad una terribile odissea è un’ulteriore dramma da affrontare, da sola e in una terra straniera. (msc)

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