4 aprile 2017 ore: 12:51
Immigrazione

Migranti e imprenditoria: un laboratorio di idee sull'Appennino bolognese

A Lama di Reno, una frazione di Marzabotto, si è svolto l’evento di lancio di “Welcoming Bologna”, un progetto volto all'integrazione. Tra i relatori Madi Sakande, titolare burkinabé di un’azienda bolognese nel settore della refrigerazione, premiato come imprenditore dell’anno al MoneyGram Award 2016

BOLOGNA - Il Distretto dell’Appennino Bolognese è stato negli ultimi decenni terra di immigrazione, per vari motivi, tra i quali la presenza di opportunità occupazionali e il costo della vita più basso rispetto ad altre zone più vicine al capoluogo. Le difficoltà economico-occupazionali hanno ridotto la presenza di residenti stranieri, mentre diversi comuni non hanno mancato di aprirsi all’accoglienza dei richiedenti asilo. È proprio a Lama di Reno, una frazione di Marzabotto, che nei giorno scorsi si è svolto l’evento di lancio di “Welcoming Bologna”, un progetto sostenuto dalla Cities Alliance, agenzia delle Nazioni Unite, e realizzato dall’Associazione Africa e Mediterraneo, assieme a Coop. Lai-momo e al Comune di Bologna. 

Il tema dell’incontro, Lavoratori e imprenditori migranti per l’economia locale,ha determinato la scelta del luogo: il Polo formativo di Lama di Reno, Centro di accoglienza straordinaria per 18 persone e laboratorio per la formazione alla lavorazione del tessuto e della pelle ad opera della Coop. Lai-momo, in collaborazione con il programma delle Nazioni Unite ITC – Ethical Fashion Initiative. 

L’incontro ha consentito di ridimensionare l’approssimazione dei discorsi che si fanno sui richiedenti asilo e sui migranti. Relatori sono stati, tra gli altri, due sindaci (Romano Franchi e Marco Mastacchi) e Franco Pittau, Fondatore del Centro Studi e ricerche IDOS, che ha messo a disposizione dei partecipanti diverse pubblicazioni sul tema. E’ seguita una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Camilla di Collalto, con imprenditori del posto, italiani e immigrati, docenti universitari, sindacalisti, responsabili di associazioni di cittadini stranieri. 

Vari spunti sono emersi dalla discussione. In assenza di un forte impegno dall’alto per garantire le condizioni dell’integrazione, di cui la principale leva è la creazione dell’occupazione, si insiste sulle iniziative create dal basso: tale è infatti la creazione di imprese da parte di immigrati (550 mila, di cui poco meno di un decimo in Emilia Romagna, la quarta regione in Italia), che assicurano il posto al titolare e, almeno in un sesto dei casi, anche a uno o più dipendenti. Notevoli sono i margini di inserimento per diverse comunità di immigrati, per le donne, per chi intende operare in collegamento con i Paesi di origine e per chi vuole misurarsi anche a livello innovativo nella creazione d’impresa: una testimonianza al riguardo è stata portata da Madi Sakande, titolare burkinabé di un’azienda bolognese nel settore della refrigerazione, premiato come imprenditore dell’anno al MoneyGram Award 2016. Sono stati affrontati inoltre i temi legati alla legalità, e in particolare alle azioni intraprese per lottare contro lo sfruttamento dei richiedenti asilo nell’ambito del mercato nero.

Concludendo, Andrea Marchesini Reggiani, presidente della Coop. Lai-momo, impegnata anche in iniziative di promozione del lavoro, ha richiamato l’attenzione sull’impegno per fare di più nei Paesi di partenza, perché è solo dalla concorrenza di tutti i fattori che i flussi migratori potranno conoscere un andamento meno drammatico. L’evento ha aperto una serie di iniziative, curate dai membri del gruppo di lavoro del progetto Welcoming Bologna, che toccheranno altri ambiti in relazione con le dinamiche virtuose da implementare per incoraggiare l’integrazione dei “nuovi arrivati” nella nostra società. Aggiornamenti sui prossimi appuntamenti saranno pubblicati sul sito web, la pagina Facebook e il profilo Twitter del progetto.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news