17 febbraio 2015 ore: 15:51
Immigrazione

Migranti e Libia, da Napoli l’appello del ministro Binotti: "Facciamo presto"

"Agire presto per trovare soluzioni in Libia, senza perdere sensibilità verso i profughi". Le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti al convegno "Mediterraneo Mare nostrum", organizzato a pochi giorni dall’ennesima tragedia del mare

NAPOLI – “La diplomazia internazionale deve fare presto e agire urgentemente per avviare soluzioni di salvaguardia della Libia e sostegno per l’Europa, senza perdere il senso di umanità nei confronti dei profughi”. Questo l’appello lanciato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, ospite ieri a Napoli per il convegno “Mediterraneo Mare nostrum. Bilanci, testimonianze, prospettive” organizzato da Arcidiocesi e Caritas, a pochi giorni dall’ennesima tragedia del mare.
“Abbiamo voluto organizzare questo incontro – spiega Antonio Mattone, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi di Napoli – per riflettere su un tema oggi quanto mai attuale, dopo l’ennesimo naufragio avvenuto qualche giorno fa al largo dell’isola di Lampedusa, i gommoni e i barconi soccorsi ieri dalle unità della Marina militare e le notizie poco rassicuranti che arrivano dalla Libia”.

Era l’ottobre  2013 quando oltre 366 migranti morirono al largo dell’isola di Lampedusa - continua Mattone - In poco più di una settimana, in quelle acque, persero la vita più di 560 persone. Erano in larga parte siriani ed eritrei. Una vera e propria mattanza. Quei morti costrinsero l’Italia a fare i conti con la tragedia delle migrazioni. E dopo qualche giorno, il 18 ottobre 2013, cominciò l’operazione Mare Nostrum, sotto il comando della nostra Marina militare. Circa 500 interventi, oltre 170 mila persone salvate, 728 scafisti arrestati, 3.300 i dispersi, ma quanti sarebbero stati senza Mare nostrum? Difficile dirlo. Quello che è certo è che questa operazione al di là di tante polemiche e di tante strumentalizzazioni è stata il fiore all’occhiello della nostra Marina e dell’Italia intera di cui tutti siamo orgogliosi, e a cui va la nostra gratitudine”. 

Il convegno napoletano ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Luigi Ammatuna, sindaco di Pozzallo, nel cui porto sono sbarcati oltre 27mila migranti in 116 sbarchi, e Mario Giro, sottosegretario del ministero degli Esteri. A portare la sua preziosa testimonianza anche Sanna Mennah, diciassette anni, arrivato in Italia dal Gambia nel giugno 2014 dopo un viaggio avventuroso, tra i migranti che sono riusciti a salvarsi grazie all’operazione Mare nostrum. “Abbiamo trascorso tre giorni in mare senza acqua e senza cibo perché ci avevano detto che saremmo arrivati in poche ore. La barca era vecchia, ha avuto subito dei problemi e entrava l’acqua. Abbiamo avuto paura di morire. Siamo stati salvati da una nave che si chiama Panama. Questo nome non lo dimenticherò mai”, è il drammatico racconto del giovane africano.

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