7 settembre 2017 ore: 11:17
Immigrazione

Migranti, ecco la "guida minima" per un’integrazione felice

L'Italia è un paese accogliente, "ma poco inclusivo": lo pensano i giovani, italiani e stranieri, che hanno partecipato al sondaggio online “You Decide” - nell'ambito del progetto Ue "Asylum" - e stilato il documento. Dal frequentare spazi pubblici e biblioteche al rispetto delle regole: ecco le priorità
GUS - Gruppo umana solidarietà GUS - Asylum migranti integrazione

Foto: GUS - Gruppo umana solidarietà

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GUS - Asylum migranti integrazione

MACERATA - L'Italia è un paese accogliente, “ma poco inclusivo”. Lo pensano i giovani, italiani e stranieri, che hanno partecipato al sondaggio online “You Decide” promosso del Gus - Gruppo Umana Solidarietà, destinato a giovani under 30 nell’ambito del progetto “Asylum: promuovi una terra accogliente” e finanziato dall’Unione europea attraverso il programma “Erasmus+ KA3 - Dialogo strutturato con i decisori politici”. All'indagine, che ruotava intorno ai temi della partecipazione giovanile, dell'accoglienza e dell'inclusione sociale, hanno partecipato 469 ragazzi tra i 18 e i 30 anni, con un’istruzione medio alta (12,2%  stranieri e 72% di donne). Oltre il 66% del campione è impegnata in attività di volontariato.

I giovani partecipanti al progetto si sono riuniti in questi mesi in diversi momenti di confronto e hanno elaborato una sorta di “guida minima per un’integrazione felice” per giovani italiani e stranieri che vogliono diventare attori protagonisti di integrazione. “Vai a vedere le partite al bar; frequenta gli spazi pubblici; vai in biblioteca; rispetta le regole e le leggi; vai nelle scuole e racconta la tua storia”, sono solo alcuni dei punti della guida elaborata dai ragazzi, che elenca concetti e azioni semplici ma efficaci, e che proprio grazie alla loro semplicità riescono a destrutturare molte delle assurde polemiche sui migranti che girano sul web in modo sempre più prepotente. Un protagonismo da riconquistare "in particolare negli spazi pubblici, che devono ritornare ad essere teatro di interazione calda, di reciprocità diffusa tra i più giovani”, come afferma Beatrice Leone, facilitatrice del progetto

Se ne è parlato nei giorni scorsi in occasione di una tavola rotonda a Macerata dedicata al tema, in cui sono stati presentati i risultati del sondaggio; il report è stato curato da Claudia Santoni dell’Osservatorio di Genere ed esposto da Silvia Casilio.

"Dobbiamo partire dalle scuole e dall’integrazione tra donne immigrate per attivare un buon processo di integrazione”, ha sottolineato Irene Manzi, deputato Pd, evidenziando i ritardi dell’Italia sulla consapevolezza del fenomeno migratorio. Importante anche il ruolo che riveste la stampa e l’informazione, anzi “la pessima informazione”, come la definisce il deputato del Pd. “Pessima perché figlia della mancata conoscenza di quelle che sono le singole realtà e i progetti che associazioni come il GUS fanno quotidianamente. Penso che un rapporto di ascolto, di conoscenza e di interazione siano importanti per chi ha la responsabilità di comunicare queste tematiche”.

“L’immigrazione è una crescita per il nostro paese e per tutti noi, perché insieme possiamo costruire una società più bella. Io sono convinto di questo”, ha evidenziato Il coordinatore nazionale del Gus Giovanni Lattanzi, chiedendo il supporto degli attori politici per fare in modo che il lavoro di chi si occupa di accoglienza sia sempre più qualificato: “Non è un lavoro di semplice accoglienza come purtroppo fanno alcune associazioni e cooperative che si mettono a fare ospitalità. Noi siamo un’associazione che crede molto nell’integrazione. Chiedo quindi ai decisori politici di aiutarci in questa piccola battaglia che stiamo facendo per istituire un Albo delle associazioni e delle organizzazioni, che possono fare accoglienza perché annoverano al loro interno professionisti veri, come quelli che lavorano all’interno del GUS. Solo così riusciamo a realizzare un’integrazione felice”.

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