22 aprile 2016 ore: 12:45
Immigrazione

Migranti, Gentiloni: più investimenti in Africa, con accordi per fermare i flussi

E' quanto chiede l'Italia all'Unione Europea. Il ministro spiega: "Stiamo lavorando in Europa con un obiettivo molto chiaro: che l'impegno sulla rotta tra Libia e Italia sia più forte e decisivo". Sul caso Regeni: "Se qualcuno pensa che rinunceremo a pretendere la verità si sbaglia"
Migranti. Donna aggrappata a una rete

MILANO - Più investimenti nei paesi africani, con accordi che fermino i flussi migratori. È quanto chiede l'Italia all'Unione europea. Il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, a margine di un convegno sull'immigrazione organizzato dall'Università Bocconi di Milano, ha affermato che "stiamo lavorando in Europa con un obiettivo molto chiaro: che l'impegno dell'Unione sulla rotta centrale del Mediterraneo, tra Libia e Italia, sia più forte e decisivo. Bisogna farlo moltiplicando gli investimenti nei Paesi africani anche con nuovi strumenti come gli Africa bond. Bisogna farlo chiedendo ai paesi destinatari di questi investimenti impegni seri per limitare i flussi migratori. Bisogna farlo rendendo sempre più europea l'operazione di rimpatrio dei migranti verso Paesi sicuri. Quindi certo non verso la Libia. Ma verso quei Paesi con i quali ci sono accordi diplomatici in tal senso". 

Ora che la rotta balcanica è di fatto quasi chiusa, il timore è che il flusso dei profughi attraverso il Mediterraneo aumenti. "Per ora i numeri non sono particolarmente allarmanti -ha aggiunto il ministro degli Esteri-. C'è un lieve aumento rispetto agli anni precedenti, ma bisogna muoversi perché se non lo facciamo questo patto con i paesi africani e se non ci mettiamo soldi, risorse e impegno politico di tutta l'Europa c'è il rischio di un aumento dei flussi". 

Nei prossimi giorni il governo italiano incontrerà i ministri dell'Interno e della Salute del neo governo della Libia. "Sarà un modo per dimostrare la nostra collaborazione e solidarietà. Bisogna scommettere sul rafforzamento, seppur graduale, di questo governo. Non possiamo sostituirci ai libici nel garantire la stabilità e la sicurezza del paese". 

Sul caso Regeni, il ministro Gentiloni ha ribadito la volontà del Governo di andare fino in fondo nell'accertamento delle responsabilità. "Se qualcuno pensa che col trascorrere del tempo rinunceremo a chiedere e pretendere la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, si sbaglia". (dp)

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