Migranti, Grasso: ogni giorno è il 3 ottobre, anche oggi un morto
Pietro Grasso
Roma - "Oggi si commemora quel fatidico 3 ottobre del 2013 in cui persero la vita molte persone a largo di Lampedusa, ma a ben pensarci ogni giorno e' 3 ottobre, in fondo anche oggi c'e' stata una vittima dell'immigrazione". Cosi' il Presidente del Senato, Pietro Grasso, appena arrivato a Palazzo Giustiniani ad un incontro di commemorazione delle vittime del naufragio di Lampedusa, tre anni fa. "Ogni giorno vediamo imbarcazioni e gommoni improvvisati- dice Grasso- che trasportano uomini, donne e bambini, dentro ci sono storie e speranze che affondano. Questo ci deve far riflettere, ogni volta che muore una persona muore anche l'umanita'. Noi siamo qui per ricordare quello che e' avvenuto- termina- affinche' non si ripeta mai piu'" .
C'e' "un numero che credo sia opportuno tenere bene a mente: 368. Il 3 ottobre 2013, non troppo lontano dalla nostra bellissima Lampedusa, sono morte 368 persone. Il 13 ottobre vicino Malta quasi 200. Ad aprile 2015 al largo delle coste libiche in un altro naufragio spaventoso hanno perso la vita piu' di 700 persone. Purtroppo, quasi ogni giorno e' il 3 ottobre 2013. Quasi ogni giorno una piccola e improvvisata imbarcazione o una grande carretta del mare si inabissa nel Mediterraneo, trascinando con se' altri uomini, donne e bambini: un numero sconvolgente di storie, speranze, ideali e paure affondate spesso a pochi chilometri da un porto sicuro, dalla salvezza. Se e' vero, come dice il Talmud, che 'chi salva una vita salva il mondo intero', e' vero anche il contrario: per ogni singola vita perduta muore la nostra umanita'".
"Come Presidente del Senato accolsi con grande favore l'approvazione della legge n.45", quella per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, "e sento ancora piu' forte l'esigenza istituzionale e morale di essere qui con voi oggi", dice Grasso. "Sono orgoglioso che il Senato abbia organizzato questa prima celebrazione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione- prosegue- per ricordare chi, cito dalla legge, 'ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria'".
Pensando alle stragi che insanguinano il Mediterraneo, alle carrette del mare affondate con i loro occupanti, "davanti ad una tragedia di queste proporzioni qualunque considerazione politica deve essere messa in secondo piano. Non possiamo barattare l'integrita' morale di un popolo, il nostro, con un pugno di voti, significherebbe rinnegare interamente la cultura della vita su cui e' prosperata la nostra civilta'".
Oggi "troppe strumentalizzazioni che affliggono il dibatto pubblico. È un argomento delicato e molto complesso che, inevitabilmente, ci costringe a fare i conti con le nostre coscienze prima ancora che con le nostre ragioni", dice Grasso, ricordando i "valori inderogabili di solidarieta' e di dignita' di ciascun essere umano".
Cio' detto, "la morte non ha appello, non concede una seconda opportunita', almeno qui sulla terra- prosegue il Presidente del Senato- per questo dobbiamo reagire a questa interminabile, insopportabile e a tratti troppo silenziosa strage recuperando il senso delle priorita' e delle prospettive. Dobbiamo farlo guardando al passato, ad altre epoche storiche nelle quali l'umanita' ha smarrito la propria coscienza nei rivoli delle discussioni o negli anfratti della burocrazia".
(DIRE)