23 gennaio 2018 ore: 16:28
Immigrazione

Migranti: i centri Sprar di Venezia nel 2017 ne ha ospitati 171, il 62% under 25

Nel 2017 i centri Sprar del Comune di Venezia, che hanno 96 posti, hanno accolto in totale 171 persone, di cui la maggior parte aveva gia' ottenuto lo status di rifugiato. Il 62% delle persone accolte ha un'eta' compresa tra i 18 e i 25 anni...

Nel 2017 i centri Sprar del Comune di Venezia, che hanno 96 posti, hanno accolto in totale 171 persone, di cui la maggior parte aveva gia' ottenuto lo status di rifugiato. Il 62% delle persone accolte ha un'eta' compresa tra i 18 e i 25 anni, il 36% tra i 26 e i 40, ed il 9% e' di sesso femminile. I Paesi di provenienza sono ben 28, tra cui Afganistan e Pakistan (38% degli accolti), Somalia (7%), Nigeria (7%), Eritrea ed Etiopia (4%), Iran e Iraq (4%), Siria (3%). A diffondere i dati, l'assessore comunale alla Coesione sociale Simone Venturini, che oggi ha incontrato tre giovani rifugiati ex ospiti dello Sprar di Venezia, Lamin, Zubaida e Rejoice, che con il loro impegno ed i loro risultati hanno dimostrato l'efficacia dei percorsi di integrazione offerti.

Lamin, 21enne proveniente dal Gambia, ha infatti imparato l'italiano, ha svolto un tirocinio di 5 mesi in un hotel di Venezia e ora si e' aggiudicato una borsa di studio per un corso triennale di economia all'Universita' di Ferrara. Anche Zabaiida, afgana di 25 anni arrivata in Italia nel giugno 2016, ha imparato l'italiano grazie a tre corsi organizzati dallo Sprar di Venezia, di cui e' stata ospite, ha partecipato al progetto "Greenlight" nato dalla collaborazione tra Biennale, Comune e Prefettura, lavorando all'assemblaggio di lampade artistiche, e ora ha ottenuto una borsa di studio triennale per la facolta' magistrale di economia, con insegnamenti in lingua inglese, all'Universita' di Ferrara.

Rejoice, nigeriana di 27 anni, infine, e' stata accolta in una struttura straordinaria per donne fino al riconoscimento dello status di rifugiata nel giugno 2017. Poi e' passata allo Sprar di Venezia, ha frequentato diversi corsi di italiano, e un corso per assistenti familiari del'Enaip di Padova. Ora ha partecipato al bando per il servizio civile del Comune di Venezia e lavorera' come volontaria alla Uildm di Mestre fino all'autunno 2018.

"Abbiamo voluto raccontare alla citta' queste esperienze perche' crediamo siano la dimostrazione che i servizi per l'integrazione gestiti dal Comune di Venezia funzionino pienamente, consentendo di giungere a questo importante esito. Crediamo che questo modello veneziano di gestione dei veri rifugiati possa essere anche preso ad esempio dal governo nazionale, che in questi ultimi anni ha gestito in malo modo la partita immigrazione", spiega Venturini. "L'accoglienza va di pari passo con il rispetto delle regole, con lo studio della lingua, delle tradizioni e con la volonta' di integrarsi. Questi tre ragazzi, che hanno alle spalle delle storie di sofferenza inenarrabile, sono la dimostrazione che un percorso di integrazione virtuoso e' possibile e passa dal coinvolgimento e dall'attivazione delle persone stesse". (DIRE)

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