22 maggio 2016 ore: 13:57
Immigrazione

Migranti, i magistrati: "Boom di ricorsi dei diniegati, tribunali in difficoltà"

L'Anm denuncia la situazione di emergenza causata dalla crescita esponenziale delle impugnazioni di quanti si vedono rifiutare la richiesta di asilo: "Gravi disfunzioni e violazioni dei diritti". Le proposte: aumentare l'organico, istituire albi dei mediatori culturali
Rifugiati con scritta "We are refugees"

Roma - "L'Anm intende sottoporre all'attenzione del Ministro della Giustizia la situazione di vera e propria emergenza nella quale versano gli uffici giudiziari civili a causa della crescita esponenziale dei ricorsi dei richiedenti asilo che impugnano le decisioni di diniego delle commissioni territoriali. Il numero dei migranti che fuggono da teatri di guerra, conflitti locali, violenza generalizzata, calamita' naturali e miseria e sbarcano sulle nostre coste e' grandemente aumentato negli ultimi anni". E' quanto si legge nel documento sulla situazione degli uffici giudiziari, a causa dell'aumento dei ricorsi dei richiedenti asilo, approvato all'unanimita' dal Comitato Direttivo Centrale dell'Anm.

BOX "A fronte dell'aumentare del numero delle domande- continua il sindacato delle toghe- il Ministero dell'Interno ha riorganizzato le commissioni territoriali che sono state dotate di nuovi mezzi, attraverso la creazione di commissioni distaccate e di sottocommissioni, senza che cio' sia stato accompagnato dalla dotazione di maggiori risorse agli uffici giudiziari competenti per le impugnazioni dei provvedimenti delle commissioni. 

Il documento dell'Anm cosi' continua: "Riteniamo imprescindibile che tale materia resti di competenza della giurisdizione ordinaria, trattandosi di diritti fondamentali delle persone, ma chiediamo che siano stanziate risorse umane e materiali idonee ad affrontare un'emergenza che sara' senz'altro di lungo periodo. La carenza di personale crea ritardi nella lavorazione dei fascicoli, a partire dalla iscrizione a ruolo, che crea gravi disfunzioni e puo' comportare una gravissima violazione dei diritti delle persone coinvolte. Accade che i ritardi nella lavorazione del fascicolo comportino che esso arrivi al giudice competente a decidere sulla sospensiva dopo alcuni mesi dal deposito del ricorso. E' accaduto che il giudice abbia concesso la sospensiva quando il richiedente asilo era gia' stato rimpatriato, in casi nei quali era stata poi riconosciuta anche la protezione internazionale".

L'Anm sottolinea che "le misure finora adottate, quali le applicazioni extradistrettuali, a fronte dell'imponente crescita delle impugnazioni, si sono rivelate assolutamente inadeguate, con la conseguenza che la trattazione dei procedimenti e' fissata a distanza anche di anni, con grave violazione dei diritti dei richiedenti e con insostenibile aggravio di costi per la collettivita'. Tale situazione non puo' essere affrontata imponendo per legge un termine massimo per la definizione dei procedimenti che, nell'attuale carenza di risorse, i giudici non sono assolutamente in grado di rispettare".

La situazione dei giudici civili, continua il documento, "e' ulteriormente aggravata dall'aumento esponenziale delle tutele per i minori stranieri non accompagnati, il cui numero appare ormai ingestibile con le risorse a disposizione, con un enorme aggravio per gli uffici del giudice tutelare. A cio' si affiancano le disfunzioni create dalla difficolta' di reperire interpreti nella lingua dei richiedenti, sia per la loro scarsita' in relazione ad alcune lingue, sia per i compensi irrisori che sono previsti in loro favore".

L'Anm chiede pertanto che il Ministero della Giustizia effettui una circostanziata verifica dell'incidenza di tale contenzioso sui singoli uffici giudiziari e dell'aumento delle relative pendenze negli ultimi quattro anni; in particolare che a partire dal 30 giugno, il ministero inserisca nei moduli per le statistiche semestrali civili di ogni distretto il numero dei procedimenti pendenti, pervenuti ed esauriti di protezione internazionale e di tutele per i minori non accompagnati; che il lavoro della commissione che sta revisionando le piante organiche della magistratura tenga conto della situazione sopra descritta, prevedendo adeguati aumenti di organico per i tribunali piu' gravati; che vengano immediatamente reperite le risorse per colmare i vuoti di organico del personale di cancelleria. E ancora, "che vengano riempiti i vuoti di organico della magistratura, ad oggi ammontanti ad oltre mille unita', ulteriormente aggravati dalla diminuzione dell'eta' pensionabile, attraverso l'indizione di due concorsi all'anno per il reclutamento di magistrati; che vengano costituiti albi di mediatori culturali ed interpreti che possano essere utilizzati quali ausiliari del giudice nei procedimenti di protezione internazionale; -che i compensi degli interpreti vengano adeguati alla prestazione professionale svolta. (DIRE)

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