4 dicembre 2015 ore: 15:04
Immigrazione

Migranti, il 12 dicembre la Marcia verso i luoghi di accoglienza

Dopo la mobilitazione della Marcia degli uomini e delle donne scalze dell'11 settembre scorso, i promotori invitano a visitare centri, Cara e case Sprar e a raccontare la propria esperienza

ROMA - Dopo la grande mobilitazione della Marcia degli uomini e delle donne scalze dell'11 settembre scorso, i promotori lanciano l'invito per una giornata dedicata all'incontro con richiedenti asilo e migranti. “Il 12 dicembre invitiamo tutti a mettersi in cammino per visitare i luoghi di accoglienza e di non-accoglienza in Italia. - si legge in una nota - Decine sono i cittadini che lavorano o operano in questi luoghi, ma molti di più sono coloro che non li hanno mai visitati o che non ne conoscono nemmeno l'esistenza. Il tema dell'accoglienza è vissuto e discusso dalla maggior parte della nostra società solo virtualmente, attraverso rappresentazioni mediatiche, slogan e molti pre-giudizi. E' invece importante che la società civile e i rappresentati delle istituzioni conoscano di persona chi vive e come vive nei luoghi di accoglienza e ancora di più nei luoghi dove l'accoglienza non funziona o peggio non esiste”.

“Ci sono in Italia esperienze virtuose di accoglienza, ma anche molte caratterizzate da inadeguatezza o dal mancato rispetto dei diritti delle persone. E vi sono anche luoghi in cui richiedenti asilo e migranti sono abbandonati a loro stessi vivendo in condizione al limite della dignità umana. Spesso profughi e migranti vivono in luoghi isolati dalla vita civile di piccole e grandi città. – prosegue l’appello - Queste distanze vanno percorse fisicamente, bisogna camminare verso questi luoghi e incontrare le storie di migrazione, di fuga e di accoglienza. Per aprire dialoghi reali tra corpi sociali che non possono rimanere estranei, se si crede nella costruzione di una società più giusta e degna”.

I promotori chiedono dunque a operatori, mediatori culturali, volontari di tutta Italia di invitare amici e conoscenti nei centri di accoglienza, nei Cara, nelle case dei progetti Sprar, negli accampamenti informali, negli alberghi dei cosiddetti centri d’accoglienza straordinari, nelle mense e in altri luoghi ancora. E chiedono a tutti i cittadini che non hanno mai visitato un luogo di accoglienza di dedicare la giornata del 12 dicembre a questi incontri, indicando la loro disponibilità a partecipare.

Scopo degli incontri sarà la conoscenza, ma anche l'azione e la parola, per denunciare le ingiustizie e migliorare le condizioni dell'accoglienza, anche grazie al coinvolgimento di coloro che parteciperanno agli incontri stessi. Contemporaneamente sul sito http://donneuominiscalzi.blogspot.it, verranno raccolti i racconti dei partecipanti, che potranno così "testimoniare ciò che hanno scoperto, capito o non capito durante gli incontri". I promotori sperano che “le azioni e le parole che nasceranno dalla seconda tappa della marcia delle donne e degli uomini scalzi aiutino l'Italia ad affrontare con equità e giustizia la sfida dell'accoglienza, troppo spesso schiacciata tra indifferenza, isolamento, mala gestione o, peggio ancora, clientelismo. Perché dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione delle ricchezze ed una vera uguaglianza sociale, civile ed economica.

Aderiscono: don Vinicio Albanesi; Maurizio Ambrosini (docente di Sociologia delle migrazioni alla Statale di Milano); Remo Anzovino; Natalino Balasso; Don Albino Bizzotto; Don Luigi Ciotti; Ascanio Celestini Loris De Filippi (MSF Italia); Gad Lerner; Luigi Manconi; Giulio Marcon; Filippo Miraglia (ARCI);  Maso Notarianni; Costanza Quatriglio; Andrea Segre; Sergio Staino; Angela Terzani; Daniele Vicari Francesco Vignarca (Rete Disarmo); Alex Zanotelli; don Armando Zappolini 

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