18 maggio 2017 ore: 17:38
Immigrazione

Migranti, il 20 maggio scenderanno in strada anche musulmani, valdesi e cattolici

Le ragioni con cui le comunità religiose parteciperanno alla manifestazione di Milano per l'accoglienza. Omar Jibril (Caim): "Crediamo nell'uguaglianza per tutti, senza distinzione di credo o di origine". Monica Fabbri (Valdesi): "La logica dei muri che fomentano la paura deve essere sconfitta". Sant'Egidio: "Ribadiamo l'impegno per costruire ponti e non muri"

MILANO - "Crediamo nell'uguaglianza, nella parità: per tutti, senza distinzione di credo o di origine": OMar Jibril, portavoce del Coordinamento delle comunità musulmane di Milano e Monza (Caim), spiega così la scelta di aderire alla manifestazione del 20 maggio "Insieme senza muri". Al Caim aderiscono 24 comunità islamiche. E quella musulmana non è l'unica realtà religiosa che parteciperà alla marcia. Hanno dato l'adesione anche la Chiesa Valdese, la comunità di Sant'Egidio, l'Azione cattolica ambrosiana insieme a numerose parrocchie, con motivazioni simili. "Siamo convinti, da cittadini e da cristiani, che la nazione d'origine, la fede professata, il colore della pelle non possano e non debbano diventare il pretesto per alimentare nuove discriminazioni", spiega Monica Fabbri, presidente del Concistoro Valdese di Milano. #20maggiosenzamuri sarà dunque anche un evento interreligioso, in nome dell'ugualianza.

"La pace nel mondo la vogliamo tutti e sarebbe auspicabile che intere popolazioni non dovessero scappare o migrare dalle loro terre d'origine -aggiunge il portavoce del Caim-. Bisogna però anche essere pragmatici. Non si può dire che bisogna aiutare i migranti a casa loro e poi non fare nulla. Non si può chiudere la porta a chi fugge da guerre o dalla fame. E come Italia dovrebbe rivedere tutte la legislazione in materia di immigrazione. Non solo. Il Parlamento sta discutendo da anni la riforma del diritto di cittadinanza. È ora di dare una risposta ai tanti figli di immigrati che nascono qui, studiano qui e che alla fine sono considerati comunque stranieri anche se loro si sentono pienamente italiani".

Le comunità religiose scendono in piazza portando anche la loro esperienza di accoglienza dei migranti. La Chiesa Valdese, insieme alla comunità di Sant'Egidio, ha aperto i corridoi umanitari, con i quali finora 800 profughi sono arrivati in Italia senza dover attraversare il Mediterraneo sui barconi, in accordo con il Governo italiano. "Ecco perché abbiamo dato volentieri la nostra adesione ufficiale, come chiesa, e anche insieme alle altre chiese protestanti sorelle presenti in città, battista metodista e luterana, a questa manifestazione -aggiunge Monica Fabbri- Perché è ispirata alla speranza di chi crede nel valore del rispetto delle differenze culturali ed etniche, e pensa che la logica dei muri che fomentano la paura debba essere sconfitta dalle scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza". "Di fronte agli oltre 1.300 morti nel Cimitero Mediterraneo nel solo 2017, di fronte al tragico suicidio del giovane maliano in via Ferrante Aporti -sottolinea la comunità di Sant'Egidio-, ribadiamo l'impegno, a livello internazionale come milanese, per costruire ponti e non muri. Per questo sabato 20 maggio saremo in piazza con molti studenti delle Scuole di Lingua e Cultura Italiana, 'nuovi europei' che abitano da anni a Milano, bambini e adolescenti della Scuola della Pace".

Tra dieci giorni, circa, inizierà il mese del Ramadan. "Ogni sera, dopo il tramonto, nei centri islamici viene offerta una semplice cena a tutti, anche a coloro che non sono musulmani -ricorda Omar Jibril-. E così molti poveri hanno l'occasione per fare un pasto, insieme ad altre persone. Perché accogliere vuol dire anche condividere. La manifestazione di sabato renderà evidente che c'è una larga parte della popolazione che ogni giorno si impegna per costruire una società più aperta". (dp)

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