26 settembre 2017 ore: 14:49
Immigrazione

Migranti, il viceministro Giro: con più ong in Libia, più dignità

Serve una maggiore presenza di ong in Libia, a partire dal ritorno di Unhcr e Oim nei campi per migranti, per "superare il modello dei centri detentivi" nonche' rendenderli, "dove possibile, dignitosi e rispettosi dei diritti umani"...
Medici senza frontiere Medici senza frontiere, migranti in libia

Foto Msf

Roma - Serve una maggiore presenza di ong in Libia, a partire dal ritorno di Unhcr e Oim nei campi per migranti, per "superare il modello dei centri detentivi" nonche' rendenderli, "dove possibile, dignitosi e rispettosi dei diritti umani". Lo ha spiegato al quotidiano 'Il Manifesto' Mario Giro, viceministro agli Affari esteri Mario Giro, plaudendo alla notizia del ritorno in Libia di funzionari dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati e dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni.

L'annuncio e' arrivato qualche giorno fa durante un incontro tra il premier Gentiloni e il suo omologo libico Fayez Al-Serraj, a margine dei lavori della 72esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Intervistato oggi da 'Il Manifesto', Giro torna sull'argomento, evidenziando anche il ruolo dell'Italia in questo processo: ieri alla Farnesina Angelino Alfano ha chiesto ad alcune organizzazioni umanitarie, in accordo coi libici, di fornire assistenza umanitaria nei centri nei quali vengono detenuti i migranti. In totale sono 23 le ong che hanno confermato la loro disponibilita' - alcune delle quali gia' attive nel paese nordafricano - a cui vanno ad aggiungersi la Croce rossa e le tre reti dell'associazionimo. "L'obiettivo comune a tutti e' arrivare al piu' presto al superamento degli attuali centri nei quali sono richiusi i migranti", ha detto Giro.

Le ong - ha chiarito il viceministro - non dovranno sostituirsi al governo libico nella gestione dei centri, bensi' lavorare "per il loro superamento. Ma dobbiamo essere realisti- suggerisce Giro- Dobbiamo accordarci coi libici", a cui spetta naturalmente la giurisdizione dei campi stessi.

Il bando aperto alle ong prevede uno stanziamento di 6 milioni di euro, "viene gestito dall'ufficio dell'agenzia della cooperazione italiana a Tunisi - prosegue Giro - e prevede l'intervento sanitario e assistenziale all'interno dei centri, ma anche a supporto della popolazione libica piu' povera e in difficolta' con cui gia' le Ong operano. Inoltre chi gia' lo fa potra' occuparsi dei rimpatri assistiti. Ora si sta procedendo alla scrittura e selezione di progetti. Speriamo di cominciare nel corso del mese di ottobre". (DIRE)

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