8 settembre 2017 ore: 14:04
Immigrazione

Migranti, l’Eremo di Ronzano si prepara ad accogliere oltre 20 profughi

Prende corpo la proposta lanciata dal vescovo Zuppi e del priore provinciale dei Servi di Maria, la comunità che vive nell’eremo sui primi colli bolognesi. Frate Benito Fusco: “Non sarà uno spazio riadattato, ma un pezzo di casa nostra a loro disposizione. Previsto anche uno spazio di preghiera”
L'eremo di ronzano

BOLOGNA – “Per noi sarà l’occasione di rimetterci in gioco: siamo missionari, siamo stati in Mozambico, India, Brasile. Come si dice oggi, abbiamo provato ad aiutarli a casa loro. Da oggi si cambia: li riceviamo qui, a casa nostra. Sappiamo di essere davanti a una sfida più grande di noi, ma vogliamo farlo”. Benito Fusco è uno dei frati Servi di Maria che animano l’Eremo di Ronzano, primi colli bolognesi. Eremo che si prepara a vivere una nuova vita: su desiderio del vescovo Matteo Zuppi e del priore provinciale dei Servi di Maria Pietro Andriotto – e con la collaborazione della Caritas – la storica struttura si prepara ad accogliere tra i 20 e i 30 migranti. Sarà gestita da una cooperativa di giovani famiglie di salesiani con già un’esperienza di questo tipo maturata in Africa e in Italia. “Diocesi e Prefettura sono al lavoro per capire a che target possiamo rivolgerci: famiglie, minori, adulti, ancora non lo sappiamo. Non sappiamo nemmeno in che percorso inserirci: Sprar, Cas, niente è ancora deciso”.

L’accoglienza – salvo rallentamenti burocratici – dovrebbe partire in un paio di mesi, ma la cooperativa è già al lavoro per rendere gli spazi idonei allo scopo. “La nostra è una scelta: abbiamo scelto liberamente di mettere a disposizione la nostra casa. Riteniamo sia un segnale importante anche per Bologna: non si tratta di riadattare uno spazio, non si tratta di un luogo requisito in emergenza. È una parte di noi stessi: l’eremo è un gioiello storico di rara bellezza, tra querce, castagni e cipressi. I nostri ospiti potranno viverlo esattamente come lo viviamo noi: abbiamo già dato la nostra disponibilità per ospitare percorsi di formazione. Sui nostri campi si possono imparare le basi dell’agricoltura, e chi vuole cimentarsi nel lavoro dell’elettricista, del muratore, è libero di farlo. La nostra struttura è molto ben tenuta, ma se qualcuno ha qualche idea per migliorarla, perché no?”.

All’accoglienza sarà riservato tutto il piano terra dell’eremo: sono a disposizione anche cucina e refettorio. “Mangeremo insieme – assicura frate Fusco –. È probabile che i nostri menù dovranno adeguarsi per rispondere anche alle esigenze degli ospiti, sarà un’opportunità di crescita. Abbiamo anche già predisposto uno spazio per la preghiera, visto che potrebbero non essere di fede cristiana. Informazione che, peraltro, non ci interessa. L’importante è che, in ogni caso, abbiano uno spazio dove pregare”.  

È previsto che, come in ogni altra struttura d’accoglienza, anche a Ronzano la permanenza si attesterà intorno ai 6/12 mesi: “Chiaramente prevediamo un turn over, ma nessuno sarà mandato via, nessuno sarà sgomberato. Anzi, una soluzione di questo tipo potrebbe essere presa a esempio: prima di svuotare, è necessario individuare i luoghi da riempire”. È evidente il richiamo ai recenti fatti di cronaca legati a sgomberi che hanno interessato l’Italia da Nord a Sud: “Condanniamo la violenza da entrambe le parti: servono soluzioni condivise”.

Oggi la Comunità bolognese dei Servi di Maria è composta da 6/7 frati, tra l’eremo e la Basilica dei Servi in Strada Maggiore: “Non siamo più giovanissimi, ma non vediamo l’ora di vivere questa nuova avventura. Vorremmo che questa convivenza fosse un progetto pilota nel riuscire ad affrontare le difficoltà dell’integrazione e del distacco dalla proprio terra d’origine, un passo coraggioso che, proposto dall’alto, possa poi contagiare anche la base. Abbiamo accolto la richiesta del Papa, abbiamo scelto di opporci a questa realtà fatta di lamentele e razzismo”. E proprio a Papa Francesco, frate Fusco dedica questo progetto: “Il 1 ottobre sarà a Bologna: gli faremo un bel regalo. (Ambra Notari)

 

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