30 ottobre 2015 ore: 15:28
Immigrazione

Migranti, la Campania da area di transito diventa regione di insediamento

I dati del Dossier immigrazione Idos/Unar. Elena de Filippo (Dedalus): “La presenza immigrata aumenta ma non in maniera considerevole rispetto al passato. Napoli continua ad essere il principale polo di attrazione della regione”
Accoglienza, volti migranti seduti a terra

NAPOLI - Nessuna differenza significativa rispetto all’anno precedente nell’incidenza della popolazione straniera residente in Campania: Napoli si conferma la principale città scelta dagli immigrati per restare. Lo dimostrano i dati contenuti nel Dossier statistico Immigrazione 2015, curato da Idos con Confronti, in collaborazione con Unar, e realizzato con il sostegno dei fondi 8 per Mille della Chiesa Valdese, presentato nel capoluogo campano.

Gli immigrati in Campania a fine 2014 sono 217.503, il 3,7% del totale della popolazione campana, dato nettamente inferiore a quello registrato a livello nazionale (8,2%); più della metà vive nella provincia di Napoli (108.751). Ad essere confermato è anche il carattere “rosa” della regione: oltre la metà dei residenti (54,3%) è rappresentato da donne. È aumentato il numero dei nati stranieri e delle acquisizioni di cittadinanza, entrambi indicatori di una stabilizzazione della presenza immigrata. La maggior parte degli stranieri arriva dall’Europa (117.700), seguono Asia (48.899), Africa (41.629), America (9.384), Oceania (101). In testa tra le nazionalità di provenienza, l’Ucraina, il Marocco, lo Sri Lanka e la Cina.

Nella relazione presentata da Salvatore Strozza, del Dipartimento di Scienze Politiche della Federico II, e da Elena de Filippo, presidente della cooperativa sociale Dedalus, si evidenzia che: “La Campania ha ridotto il suo ruolo di transito e continua ad essere per gli immigrati presenti nel Mezzogiorno la principale regione di insediamento. Per quanto la popolazione straniera sia cresciuta in termini relativi più che altrove, non c’è stato un aumento considerevole degli immigrati nella nostra regione nell’ultimo anno rispetto al passato. Napoli continua ad essere il primo polo di attrazione della regione”.

“La politica però – tiene a sottolineare Elena de Filippo, tra gli intervenuti alla presentazione – sembra non vedere gli sforzi che facciamo in termini di ricerca e di monitoraggio delle tendenze del fenomeno, nella misura in cui decide di non recepire le nostre indicazioni nella pratica concreta delle politiche relative ai flussi migratori”.

Dal punto di vista economico, in Campania, in linea con quanto avviene nel resto d’Italia, la maggior parte dei lavoratori immigrati (78,6%) lavora in piccole imprese, che hanno da uno a nove addetti, mentre solo una minoranza (4,2%) lavora in grandi industrie. Gli immigrati assunti, anche per un breve periodo, sono stati 65.725, ovvero il 14% del totale. In realtà, la Campania, in controtendenza rispetto al resto del paese, assorbe più lavoro immigrato rispetto a quello che espelle, grazie al dato delle province di Napoli (+788) e Salerno (+40). Il saldo positivo riguarda gli uomini (+693) mentre per le donne il bilancio è negativo (-310), anche in relazione al lavoro domestico.

Infine, il rapporto evidenza anche che, a differenza di altre città, Napoli si è mostrata accogliente, alimentando verso migranti e richiedenti asilo un clima favorevole e promuovendo azioni di denuncia, protesta, sostengo e lotta per i loro diritti. (mn)

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