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21 marzo 2018 ore: 15:50
Immigrazione

Migranti, la denuncia di Msf: "I Governi europei ostacolano i soccorsi salvavita"

"Il caso del sequestro della spagnola Proactiva è l'ultimo atto, ora rimane la Aquarius. L'Europa si prenda le sue responsabilità", dice la responsabile di Medici Senza Frontiere, Annemarie Loof
Medici senza frontiere Migranti su gommone alla deriva - Foto Medici senza frontiere

ROMA - “Il recente sequestro della nave di Proactiva, Open Arms, da parte delle autorità italiane è l’ultima di una lunga serie di azioni attuate per ostacolare le ong impegnate nell’azione salvavita in mare”. A dirlo è Annemarie Loof, responsabile delle operazioni di Medici Senza Frontiere, che si appella al governo italiano e agli altri governi europei e condanna tutte le azioni che ostacolano i soccorsi salvavita nel Mediterraneo centrale e riportano le persone in Libia. Mentre i dettagli del soccorso e del sequestro della Open Arms devono ancora essere pienamente accertati, secondo Msf “queste azioni portano il segno della campagna di criminalizzazione contro le Ong impegnate in attività di ricerca e soccorso”.

“Dalla ricostruzione dei fatti – sottolinea ancora Annemarie Loof - emerge che Open Arms stava soccorrendo persone in acque internazionali. In uno degli interventi, a 73 miglia nautiche dalla costa libica, la Guardia costiera libica ha minacciato con violenza il team dei soccorritori. C’è un preoccupante livello di collaborazione tra i governi europei e la Guardia costiera libica, dall’aver fornito formazione e risorse materiali, all’aver aperto per la Guardia costiera libica la strada delle acque internazionali, con l’obiettivo di riportare le persone in Libia”. Da oggi, a soccorrere i migranti che si mettono in mare, c'è solo la Aquarius di Sos Mediterranee. "E’ l'unica nave di ricerca e soccorso rimasta in mare -dice Loris De Filippi, presidente di Msf. Vediamo un’allarmante tendenza da parte del governo italiano e di quelli europei, che stanno cercando di criminalizzare e fermare le Ong, compresa Msf, nelle loro attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”.

Mentre alle Ong viene impedito di salvare vite in mare e le persone non hanno alcuna via sicura o alternativa legale per fuggire da terribili livelli di violenza, abusi e sfruttamento, i governi europei stanno rafforzando le politiche di deterrenza e contenimento in Libia. “Per nessun motivo rifugiati e migranti dovrebbero essere rimandati o intrappolati in Libia. È chiaro che i governi europei non stanno dando la giusta priorità alla sicurezza di queste persone. Al contrario, continuano a giocare sporco con le loro politiche, a cui le vite delle persone restano appese” conclude Loris De Filippi.

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