21 febbraio 2017 ore: 17:37
Immigrazione

Migranti, le Ong: "Sulla Tunisia intollerabili pressioni italiane e tedesche"

Le autorita' tunisine sono obiettivo di "pressioni intollerabili" da parte di Italia e Germania. Lo si legge oggi in un comunicato diffuso in francese, arabo e inglese dal Forum Tunisino per i Diritti Economici e Sociali (Ftdes), una delle principal...
Riccardo Venturi/contrasto Campo profughi, rifugiati, tra Libia e Tunisia

Roma - Le autorita' tunisine sono obiettivo di "pressioni intollerabili" da parte di Italia e Germania. Lo si legge oggi in un comunicato diffuso in francese, arabo e inglese dal Forum Tunisino per i Diritti Economici e Sociali (Ftdes), una delle principali Ong tunisine, e sottoscritto da numerose associazioni tra cui, oltre a decine di realta' tunisine e franco-tunisine, anche le italiane Arci e Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'immigrazione), la tedesca ProAsyl e le reti internazionali AEDH (Association Europe'enne de de'fense des droits de l'homme), EuroMed Droits e Migreurop.

Nel giro di una settimana, si legge nella nota, la Tunisia ha dovuto chiarire la sua posizione contraria ai rappresentanti delle istituzioni tedeschi e poi italiani che, secondo alcune fonti, prevedevano di rimandare verso la Tunisia delle persone migranti e rifugiate. Le questioni di sicurezza interna- si legge ancora- sembrano costituire la pietra angolare dei termini di cooperazione imposti alla Tunisia su un terreno che e' tuttavia, totalmente diverso: il diritto d'asilo.

Obbligare la Tunisia, in cambio di un sostegno alla lotta contro il terrorismo, a far sbarcare sul suo suolo persone intercettate dalla Guardia Costiera italiana, come evocato da un articolo recentemente apparso sul Corriere della Sera, comporterebbe una pesante violazione degli obblighi dell'Unione Europea e dell'Italia, gia' condannata nel 2012 dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo per aver respinto dei rifugiati verso la Libia.

Per le associazioni, si tratterebbe, oltre che di una minaccia al diritto d'asilo, di una prova di "cinismo insopportabile" da parte dell'Italia, dal momento che "la lotta contro il terrorismo riguarda tanto la UE quanto la Tunisia".

Oltre alle pressioni da parte italiana, le associazioni parlano di una "clausola di riammissione" negli accordi di dicembre 2016 sulla conversione del debito tunisino in investimenti belgi in Tunisia.

L'uso del concetto di "Paese sicuro", secondo le associazioni, e' una minaccia al diritto d'asilo. E mentre in Germania, Belgio e Italia si pensa di includere la Tunisia tra i "Paesi sicuri" di provenienza, l'Ftdes e gli altri firmatari ricordano che il Paese non risponde ai criteri di "Paese sicuro" sanciti dalla stessa legge europea (direttiva 2013/32/UE). La Tunisia non dispone di alcuna legislazione sul diritto d'asilo, ne' delle strutture necessarie ad accogliere persone bisognose di protezione internazionale. Non esiste alcuna garanzia di protezione dall'accusa di "reato di immigrazione non autorizzata", introdotto in Tunisia nel 2004 in seguito a pressioni da parte dell'Europa, ne' ci sarebbero garanzie procedurali per le persone non intenzionate a fare domanda d'asilo in Tunisia e che rischierebbero di essere private della liberta' ed espulse in condizioni inumane e degradanti.

"Le pressioni esercitate contro la Tunisia- concludono le associazioni- devono cessare a favore di un reale impegno dell'Unione Europea e dei suoi stati membri per l'accoglienza delle persone rifugiate e migranti sul suo territorio e di un reale supporto alla Tunisia nel consolidamento dello stato di diritto e della lotta al terrorismo". (DIRE)

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