4 giugno 2015 ore: 13:50
Immigrazione

Migranti, le rimesse tornano a crescere: 435 miliardi di dollari

Rapporto di Caritas e Migrantes. L'incremento dopo lo stop del 2013. Un quinto è diretto alla Cina. Galantino (Cei): "Da una parte c'è chi coglie l'immigrazione come un'opportunità, oppure c'è chi mette in moto reazioni di pancia"
Rimesse degli immigrati - Soldi intorno al mondo

MILANO – La migrazione cresce ovunque, non solo in Italia: sono 232 milioni i migranti a tutte le latitudini. Insieme al totale di chi parte, aumenta il valore economico dei flussi. Tanti i dati del Rapporto Caritas Migrantes presentato oggi a Milano al Conference Centre di Expo. Uno è quello delle rimesse: a livello globale sono inviate soprattutto in Asia Orientale e Pacifico, Asia del Sud, America Latina e Caraibi. Si stima che in totale, al mondo, siano 435 miliardi di dollari inviati nei Paesi in via di sviluppo dai migranti. Il dato registra un nuovo incremento dopo lo stop del 2013, anno in cui l'ammontare delle rimesse è stato il più basso degli ultimi sei anni. Un quinto delle rimesse mondiali è diretto alla Cina, il 15,7% alla Romania e il 6,3% al Bangladesh.

Dal 1990 la crescita delle migrazioni globale è del 50,2%. E non è solo l'Europa la meta principale: il 62% dei migranti si trova nel Vecchio continente o in Asia. In Europa dal 1990 al 2010 ne sono arrivati 28 milioni. La migrazione con gli anni si polarizza: è concentrata in undici Paesi e l'Italia è l'ultimo della classifica. Il podio è composto da Usa, Russia e Germania. Nel 1990 totalizzavano il 44% dei migranti mondiali, oggi il 54%. I flussi migratorio non sono solo dal Sud al Nord del mondo. La rotta è frequentata tanto quanto quella Sud-Sud: non a caso, la maggioranza delle migrazioni sono all'interno dello stesso continente.

"Viviamo in un'epoca di massicci movimenti migratori che hanno prodotto due risposte diverse – spiega il segretario generale Cei, mons. Nunzio Galantino –. Da una parte c'è chi coglie l'immigrazione come un'opportunità, oppure c'è chi mette in moto reazioni di pancia". Quello della Caritas è una scelta di campo, di stare dalla parte degli ultimi: "Dobbiamo avere una cultura rasoterra, continuare a guardare i poveri negli occhi, sapendo riconoscere la realtà". (lb)

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