16 ottobre 2018 ore: 14:45
Immigrazione

Migranti, Mediterranea pensa alla seconda missione. "Le partenze non sono finite"

Il 19 ottobre cena sociale a Bologna per sostenere Mediterranea – Saving Humans, la missione di salvataggio in mare creata da una piattaforma sociale. Finora arrivati 157 mila euro attraverso il crowdfunding. “Bologna terza città per raccolta fondi”
Mar mediterraneo

BOLOGNA - Venerdì 19 ottobre ci sarà una cena sociale a Làbas, in vicolo Bolognetti 2 per Mediterranea - Saving Humans. Sarà un'occasione di raccolta fondi e anche per conoscere e ascoltare l'esperienza di 5 ragazze e ragazzi di ritorno dalla prima missione in mare dell'imbarcazione sostenuta attraverso il crowdfunding, con l'obiettivo di salvare vite nel Mediterraneo. Studiano all'università, alcuni lavorano, vivono a Bologna, hanno fra i 20 e i 29 anni, sono attivisti di Làbas e Ya Basta, ma non sono specialisti di salvataggi in mare. “Portano un elemento di novità, mettono al centro la voglia genuina di non vedere più persone morte in mare”, spiega Tommaso Cingolani di Ya Basta.

La nave è tornata in porto il 16 ottobre. “Stiamo ragionando su come dare corpo alla seconda missione. La prima è stata un tuffo nel vuoto, ora torniamo a casa carichi di nuove consapevolezze. Per esempio sappiamo che le partenze non sono finite – spiega Cingolani -, allo stesso tempo il mare sembra più vuoto, evidentemente qualcuno fa in modo che chi parte sia riaccompagnato subito indietro, in particolare verso la Libia, come se fosse un porto sicuro. È successo con un tentativo di salvataggio da parte della nostra Mar Jonio, quando immediatamente la guardia costiera ha riportato in Libia un barcone”. La notte del 12 ottobre, invece, è intervenuta la guardia costiera italiana, “non si vedeva da molto tempo”, sottolinea l'attivista. Alla fine i migranti sono stati scortati sul barcone con cui erano partiti dalla Libia dalle motovedette italiane e hanno attraccato a Lampedusa. Questo dopo che “per lunghe ore, 70 vite umane sono state rimbalzate di autorità in autorità, di onda in onda”, si racconta sul sito di Mediterranea per riassumere il rimpallo di competenze che si è verificato fra le acque italiane e quelle maltesi, descritto anche da alcune testate giornalistiche italiane.

L'idea di navigare nel mare che ci separa o ci unisce all'Africa è nata quando “le Ong, criminalizzate dalla retorica politica senza che mai nessuna inchiesta abbia portato a una sentenza di condanna, sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo”, si legge sul sito della “piattaforma di realtà della società civile”, come si autodefinisce il progetto, che finora ha raccolto più di 157 mila euro, con l'obiettivo di arrivare a 700 mila, indicativamente 25 euro per sostenere mezzo miglio di navigazione.

“Mediterranea unisce l'aspetto simbolico, dice che siamo tutti sulla stessa barca, e allo stesso tempo è qualcosa di concreto, perché si tratta di organizzarsi per salvare vite. È qualcosa che funziona se, come sta succedendo, diventa di tutti”, aggiunge Tommaso, e conclude: “Bologna risulta la terza città per provenienza di fondi dopo Roma e Milano, questo rispecchia l'anima accogliente di questa città”. Per partecipare alla cena sociale, si può telefonare come indicato sulla pagina Facebook dell'evento. (Benedetta Aledda)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news