7 luglio 2015 ore: 16:18
Immigrazione

Migranti, oltre 40 mila salvati nel Mediterraneo da navi private

I presidenti delle più importanti associazioni di armatori europee chiedono di espandere i limiti di Triton, già da aprile scorso. Nel 2014 si stima che siano almeno 1.200 le navi commerciali intervenute per il salvataggio
Immigrazione, salvataggio in mare

MILANO – Nel 2014 si stima che siano almeno 1.200 le navi commerciali intervenute per salvare in tutto oltre 40 mila migranti, a largo delle coste libiche. Di queste, 883 hanno dovuto cambiare rotta, mentre circa 300 sono quelle dirottate da inizio dell'anno. Dove le missioni dell'Unione europee di salvataggio non potevano arrivare. Per questo Sturla Henriksen, portavoce dell'Associazione degli armatori norvegesi chiede all'Europa un maggiore intervento per salvare i migranti: uno su cinque sarebbe infatti salvato da privati. "Questa circostanza colpisce molto – spiega al quotidiano europeo Euobserver -. Non abbiamo né equipaggi addestrati, né imbarcazioni adeguate per operazioni di ampio raggio di questo genere". Ogni giorno ci sono tra i 10 e i 30 natanti in acque libiche, tunisine,maltesi e italiane che battono bandiera norvegese. Una di queste, in 16 diverse operazioni, ha salvato più di 2 mila persone. Alcune hanno persino dovuto affrontare le milizie armate, ma Henriksen ha finora vietato di introdurre una security armata sulle navi.

Quello dell'associazione di armatori norvegesi non è l'unico appello ad una revisione dei limiti d'intervento di Triton. Patrick Verhoeven, segretario generale dell'Associazione degli armatori della comunità europea (Ecsa) ad aprile, durante la ridefinizione di Triton, annunciava: "Quando si ha a che fare con la vita e la morte di migliaia di persone, azioni decise e rapide sono necessarie per evitare qualunque escalation del problema". Per Verhoeven c'era da augurarsi una prosecuzione di Mare Nostrum "europeo", tenendo presente che la maggior parte dei problemi stavano nelle risorse da investire nella ricerca e recupero migranti piuttosto che nel controllo dei confini, visto l'immediato aumento degli sbarchi. Dello stesso periodo è anche la presa di posizione di Ralf Nagel, dell'Associazione degli armatori tedeschi. L'associazione in quelle settimane ha avuto due navi di base a Creta, proprio per intervenire a sostegno delle missioni di salvataggio. "Chiediamo che i limiti dentro i quali possono essere condotti i salvataggi marittimi delle forze governativi possano essere espansi oltre la zona di Triton", affermava Nagel in aprile. Pare però che le richieste partite dagli armatori finora non siano state sufficiente per sgravare le compagnie private in mare da parte della responsabilità nel salvataggio dei migranti. (lb) 

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