3 ottobre 2016 ore: 12:52
Immigrazione

Migranti. Padre Zerai: sulla restituzione della salme siamo nel pantano

"Stiamo vivendo un nuovo olocausto" cosi' padre Mussie Zerai, prete cattolico eritreo, che oggi guida i giovani convenuti a Lampedusa da tutta Europa e i superstiti del naufragio del 3 ottobre 2013 in un momento di raccoglimento nei pressi de...
Raffaella Cosentino Don Zerai

Don Mussie Zerai

Roma - "Stiamo vivendo un nuovo olocausto" cosi' padre Mussie Zerai, prete cattolico eritreo, che oggi guida i giovani convenuti a Lampedusa da tutta Europa e i superstiti del naufragio del 3 ottobre 2013 in un momento di raccoglimento nei pressi della Porta d'Europa, per ricordare le vittime dell'avvenimento di tre anni fa e tutte le altre persone "che hanno perso la vita lungo la via della speranza".

Il religioso recita una preghiera in tigrino, poi un 'Padre nostro', infine un musulmano predica in arabo. "Nessuno e' felice di abbandonare la propria casa. Le persone che sono morte in mare non sono avventuriere, non si tratta di turisti". "Siamo qui per ricordare tutte loro e lanciare l'ennesimo appello all'Europa: non sono soluzioni i muri ne' il filo spinato, non lo sono le leggi che proteggono solo i confini. Chiediamo una soluzione che protegga la vita delle persone, chiediamo di andare alla radice del problema nei loro Paesi di origine".

"Pacificare dove c'e' da pacificare, cambiare le situazioni economiche, politiche, sociali che oggi costringono migliaia di persone alla fuga. Pagare i regimi non e' la soluzione- prosgue Zerai- lanciamo anche l'appello per la restituzione delle salme dei morti ai propri cari. Le famiglie stanno ancora aspettando, su questo siamo ancora nel pantano totale".

(DIRE)

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