21 dicembre 2017 ore: 15:31
Immigrazione

Migranti, Paleologo: "Sentenza del Tribunale dei popoli è un punto di partenza"

Il commento del giurista Fulvio Vassallo Paleologo sulla condanna verso l'Italia e l'Ue: "Deve spronarci e proiettarci in avanti per essere maggiormente operativi a vario livello nell'azione di contrasto a chi viola i diritti umani fondamentali delle persone migranti"
Accoglienza, mani di migranti - SITO NUOVO

PALERMO - "Questa sentenza è sicuramente un punto di partenza importante e non certo di arrivo che ci sprona e proietta in avanti per essere maggiormente operativi a vario livello nell'azione di contrasto a chi viola i diritti umani fondamentali delle persone migranti". E' il commento del coordinatore del gruppo di lavoro dei tre giorni della sessione del Tribunale Permanente dei Popoli, Fulvio Vassallo Paleologo, giurista esperto in diritti umani e presidente dell'associazioni Diritti e frontiere (Adif) da cui è emersa una sentenza di condanna verso l'Italia e l'Unione Europea. 

"Essendo un tribunale di opinione siamo davanti ad una decisione che ha a livello internazionale una grande valenza morale e anche giuridica - continua il giurista -. Nel suo dispositivo si riconosce la grande responsabilità che l'Italia e l'Unione europea hanno a causa delle loro scelte politiche in materia di immigrazione sui crimini contro l'umanità. Questo non è un tribunale penale e come tale ha rispettato lo stato di diritto, operando nell'ambito del diritto internazionale e della carta costituzionale che sancisce i diritti fondamentali a tutti indipendentemente dal loro stato giuridico. E' ribadisco un punto di partenza sia come aggregazione di opinione pubblica, sia come iniziative di natura giudiziaria che possono essere anche penali qualora fossero adite dalle autorità competenti".  

"I tantissimi materiali raccolti in questi tre giorni e la stessa sentenza possono essere utilizzati nei ricorsi contro il diniego dello status di rifugiato di chi in Libia ha subito abusi e torture. Molto più facilmente si potrà provare il diritto di richiesta di protezione nel nostro Paese proprio in forza della notevole mole di prove attestate dalle organizzazioni umanitarie (Unhcr, Amnesty International, Medu,) che dimostrano che ormai in Libia l'80% dei migranti che arrivano sono seviziati e torturati".

"E' molto importante quindi che la sentenza produca un'opinione pubblica maggiormente informata dei fatti e non invece distorta da un'informazione di massa che capovolge il rapporto tra verità e menzogna, raffigurando i soccorritori come alleati dei trafficanti e come salvatori quelli che finanziano i trafficanti con politiche di contrasto e di accordi bilaterali che come risultato hanno quello di rafforzare le mafie senza contrastare concretamente l'illegalità dilagante di quel Paese".

"Si è arrivati a tutto questo per un preciso programma politico attuato dai governi. Si è ritenuto per esempio che il problema fossero i 100 mila migranti in più o in meno arrivati in Europa quest'anno rispetto allo scorso anno oppure che il problema fosse portare da 180 mila a 140 mila migranti quelli entrati in Italia via mare nel 2017, quando sappiamo che queste 40 mila persone sono rimaste intrappolate in Libia, non sono mai partite o sono state riportate dal mare in quel paese esposte agli abusi più gravi che sono emersi in questa procedura. Si può ritenere che una riduzione numerica di questa entità possa migliorare la condizione di vita degli italiani, possa dare maggiori garanzie di sicurezza? Tutto questo sarà smentito prima ancora che la sentenza possa trovare applicazione". (set)

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