Migranti, Ripamonti (Astalli): "Diritto asilo negato, sempre più invisibili"
ROMA – “Sono necessarie nuove politiche lungimiranti sull’immigrazione: oggi presentiamo la sedicesima edizione del rapporto annuale del Centro Astalli, che raccoglie la narrazione di un anno vissuto a fianco dei richiedenti asilo e dei rifugiati, ma anche di tante altre persone che arrivate in Italia per l'unica via possibile della richiesta d'asilo, sempre più spesso ormai fuoriescono da questa procedura senza una reale alternativa, se non quella del divenire irregolari e invisibili”. Lo ha sottolineato padre Camillo Ripamonti, presentando oggi a Roma il rapporto Centro Astalli 2016.
“Come diceva il Presidente della Repubblica in visita al Centro Astalli in occasione della giornata del rifugiato: di fronte al fenomeno migratorio vi sono due possibili scelte. Una è quella di far finta che non esista il fenomeno, cercare di rimuoverlo, di cancellarlo, illudendosi che per far questo basti un divieto d'ingresso, una legge o qualche barriera sui confini, senza rendersi conto che si tratta di un fenomeno epocale, di dimensioni crescenti, dove i rifugiati si affiancano a coloro che fuggono da condizioni di vita insostenibili – continua Ripamonti -. L'altra alternativa è affrontare il fenomeno migratorio con senso di realtà e di responsabilità, governandolo in maniera solidale, intelligente e consentendo di regolarlo con ordine e in sicurezza. Questo è il nostro auspicio”.
Nel corso del suo discorso Ripamonti ha sottolineato il ruolo centrale dell'Europa. “Mi limito a sottolineare due punti che sono motivo di profonda preoccupazione – ha detto Ripamonti -. L'accordo con la Turchia, entrato in vigore circa un anno fa, blocca ormai quasi del tutto l'ingresso all'Europa ai migranti forzati, soprattutto siriani, che arrivavano attraverso il Mediterraneo orientale. Nel corso del 2016 è stato più volte proposto come modello per analoghi accordi con i paesi dell'Africa, inclusa la Libia. Più in generale, appare sempre più evidente il clima di chiusura che caratterizza la riflessione sull'asilo nell'Unione Europea: anche quando non si preclude del tutto l'accesso dei richiedenti asilo al territorio, si tende comunque a ridurne sempre più la possibilità di movimento e, in una parola, la libertà. Il mio pensiero va poi alle vittime degli atti di terrorismo che nei giorni scorsi hanno insanguinato la Svezia e l'Egitto, ma anche a quelle di tutti gli altri eventi di terrore che continuano ripetutamente a colpire persone innocenti in molte parti del mondo. Gli attacchi terroristici sono ugualmente tragici ovunque siano commessi e spesso sono la causa che porta i migranti a bussare alle nostre porte. Oggi più che mai è doveroso ricordare che la logica del terrore non si combatte chiudendosi e mettendo tra parentesi quel senso di umanità che è invece alla base di un futuro di pace a cui tutti abbiamo diritto”.