7 settembre 2017 ore: 09:30
Immigrazione

Migranti, Sami (Unhcr): accedere ai centri in Libia, subito

La portavoce dell'Alto commissariato Onu: "Al momento non ci sono centri di accoglienza in Libia, non ci sono campi di accoglienza in Libia. Ci sono solo centri di detenzione, ufficiali e non ufficiali". Preoccupa l'impossibilita' di accedere ai centri in cui i migranti vengono detenuti
Unhcr/Iason Foounten Centro detenzione lIbia

Un centro di detenzione a Tripoli visitato dall'Alto Commissario Filippo Grandi. Foto:Unhcr/Iason Foounten

ROMA - "Al momento non ci sono centri di accoglienza in Libia, non ci sono campi di accoglienza in Libia. Ci sono solo centri di detenzione, ufficiali e non ufficiali". Cosi' Carlotta Sami, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, intervistata dall'agenzia 'Dire' sui nodi dei flussi migratori.

L'occasione e' la presentazione, a Palazzo Grazioli, al Senato, dell'ultimo lavoro del regista veneto Andrea Segre, 'L'ordine delle cose' presentato in anteprima alla 74esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Al centro del film, "l'evento storico del secolo", secondo il regista: i flussi migratori. Segre porta sulla pellicola anche le ultime decisioni del ministro dell'Interno italiano Marco Minniti e la realta' dei respingimenti e della reclusione dei migranti nei centri di detenzione libici.

Come Unhcr, ha detti Sami, "stiamo lavorando affinche' nei centri di detenzione in Libia le condizioni migliorino e affinche', sul medio e lungo periodo, questi centri siano centri aperti, perche' abbiamo bisogno di accedere ai centri". "In Libia la situazione e' estremamente complicata - ha aggiunto la portavoce Onu per i rifugiati - e come succede in molte situazioni difficili dal punto di vista umanitario, la situazione e' molto ambigua, non ci sono dubbi su questo".

La preoccupazione maggiore e' data dall'impossibilita' di accedere ai centri in cui i migranti vengono detenuti nel Paese nordafricano: "Come Unhcr abbiamo liberato circa mille migranti", ma l'obiettivo ora e' quello di fare in modo che gli attuali centri di detenzione diventino centri di accoglienza. (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale