13 ottobre 2017 ore: 12:40
Immigrazione

Migranti, sbarcata a Palermo la "nave dei bambini": 241 i minori

Con a bordo 606 migranti, 241 dei quali minorenni, nel porto di Palermo è attraccata la nave Aquarius di Sos Mediterranee. Secondo l'ong franco-italo-tedesca, 178 dei minori erano non accompagnati. Undici le donne incinte, delle quali due al nono mese di gravidanza
Serena Termini/RS La nave dei bambini - sbarco del 13-10-2017

Foto Serena Termini/RS

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La nave dei bambini - sbarco del 13-10-2017 2

PALERMO - Sono 606 i migranti arrivati questa mattina al porto di Palermo a bordo della nave umanitaria Aquarius di Sos Mediterranee. Ben 241 sono minori e fra questi ci sono 188 minori stranieri non accompagnati tra i 13 e i 17 anni.  Uno su tre è un piccolissimo. Tutti provengono da Tripoli ed erano a bordo di imbarcazioni precarie.
Alla Aquarius, infatti, è stato chiesto di intervenire in 7 operazioni di soccorso in 36 ore: cinque salvataggi e due trasferimenti, prima a est di Tripoli poi a ovest, poi di nuovo a est. Inoltre tra i casi di vulnerabilità sono arrivate 11 donne incinte, di cui due al nono mese di gravidanza e un neonato di appena una settimana. Per gli adulti, secondo la ripartizione prevista dal Ministero dell'Interno, è previsto il trasferimento in altre parti d'Italia.

Secondo quanto rende noto la ong Sos Mediterranee "diversi naufraghi presentano sintomi di malnutrizione e appaiono provati dalla prolungata mancanza di cure, un giovane porta i segni di ferite da arma da fuoco e da machete. Numerose donne di origine sub sahariana hanno dichiarato di essere state ripetutamente vittime di violenze sessuali e di essere state imprigionate per diversi mesi".

Per i profughi, una volta arrivati a terra, come sempre si è attivata tutta la macchina della prima assistenza ed accoglienza di Asp, Caritas, Croce Rossa, il tutto con il coordinamento della prefettura.
Per i 188 minori soli sono stati già trovati 100 posti in diverse strutture della città e provincia. Entro stasera sarà una corsa contro il tempo per riuscire a trovare il posto anche per tutti gli altri. A Palermo e provincia i minori stranieri soli in strutture di accoglienza sono 550, un numero destinato a salire già da oggi ad oltre 600.

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La nave dei bambini - sbarco del 13-10-2017

"L'arrivo di tutti questi minori dimostra in modo evidente - afferma l'assessore alle attività sociali Giuseppe Mattina - che i flussi migratori non si possono fermare e che devono essere regolati in maniera adeguata. L'accoglienza continua ad essere una priorità proprio perché tanti minori scappano da tanti luoghi di guerra, carestia e violenze. Il comune si sta attivando insieme alla prefettura per trovare entro le 24 ore una soluzione di prima accoglienza dignitosa per tutti. Tutti verranno, secondo quanto previsto per legge, assistiti e poi inseriti ed integrati tenendo conto dei loro bisogni primari. In Sicilia abbiamo un forte numero di minori soli per i quali si cerca di garantire un percorso di sostegno, articolato a più livelli, che va aldilà di un semplice luogo di accoglienza transitorio".

I naufraghi provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen. Tra loro anche  un migrante originario della Turchia.
Tra i profughi ci sono pure 50 siriani con bambini in fuga dalla Libia. "Siamo fuggiti dalla Siria e siamo arrivati in Libia nel 2012. Ho lavorato nel settore delle costruzioni in Siria e in Libia ho continuato - ha detto uno di loro ad un'attivista di Aquarius -. Ma presto in questo Paese tutto è diventato caotico. In Libia non è più possibile accedere agli ospedali e ai servizi, non c’è più l’economia, non ci sono più soldi, né lavoro. Tutto ormai ruota intorno al racket e al traffico di esseri umani: a seconda della tua nazionalità ti viene chiesta una certa somma di denaro".

"Tutti i bambini e adolescenti e giovanissimi arrivati oggi fanno capire quanta disperazione c'è in Libia - dice Valeria Calandra, presidente di SOS Mediterranee Italia - con una crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale che continua o addirittura peggiora. Tante famiglie lasciano i propri figli lasciandoli partire da soli per un futuro diverso. Gli uomini, le donne e specialmente i tanti bambini salvati in mare scappano dal caos e dal clima di insicurezza e di violenza generalizzata in Libia. In mancanza di un'alternativa sicura, non hanno altra scelta che tentare la traversata del tratto di mare più mortale al mondo. SOS Mediterranee non può che interpellare di nuovo le autorità nazionali ed europee sulla necessità urgente di mobilitazione di imbarcazioni di salvataggio nel Mediterraneo per intervenire in tempo, prima che le imbarcazioni di fortuna si rompano e affondino, non lasciando alcuna possibilità di sopravvivenza ai loro passeggeri. Di fronte all'assenza di un adeguato dispositivo di salvataggio istituzionale, SOS Mediterranee continua e continuerà la sua missione in mare durante tutto l'inverno, per il secondo anno consecutivo".

"Davanti ai nostri occhi - sottolinea pure il sindaco Orlando presente al porto - abbiamo un segno forte di sofferenza e una conferma delle conseguenze di una politica europea criminogena sul tema dell'immigrazione che va a danno di esseri umani. Abbiamo davanti a noi la tragedie di famiglie che, non potendo mettere in salvo se stesse, cercano di salvare i propri figli. Un giorno verremo processati per genocidio e pagheremo per tutto quello che non è stato fatto. Per quanto riguarda i siriani, pur contestando la normativa che distingue i migranti economici da loro, non si comprende perché in quanto richiedenti asilo devono anche loro cadere in mano a dei criminali per pagare il viaggio in mare quando potrebbero arrivare in forme diverse con i corridoi umanitari". (set)

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