11 aprile 2017 ore: 12:10
Immigrazione

Migranti, tanti ostacoli all'integrazione: lavoro e casa i problemi maggiori

Rapporto annuale del Centro Astalli. Secondo l’associazione numerosi fattori possono interrompere il processo di inclusione sociale faticosamente avviato: il diniego della protezione internazionale, ma anche il mancato rinnovo del titolo di soggiorno, la perdita del lavoro, un incidente, una malattia
Migrante a lavoro

ROMA – Per la maggior parte dei rifugiati, ma in particolare per quelli più segnati dai traumi della fuga e del viaggio, per le madri sole e per i nuclei familiari numerosi, i percorsi verso l’autonomia si confermano faticosi. Lavoro e casa sono evidentemente le esigenze più pressanti: nel 2016 è aumentata molto la richiesta al servizio di ricerca lavoro e la lunga lista di attesa per l’inserimento nel progetto di comunità di ospitalità (oltre 200 colloqui realizzati) conferma che il bisogno è grande e che, ovviamente, si riesce a farvi fronte solo in parte. A sottolinearlo è il rapporto annuale del Centro Astalli, presentato oggi a Roma. 

Secondo l’associazione numerosi fattori, inoltre, possono interrompere il processo di inclusione sociale faticosamente avviato: il diniego della protezione internazionale, ma anche il mancato rinnovo del titolo di soggiorno, la perdita del lavoro, un incidente, una malattia. Per chi, come la maggior parte dei rifugiati, è privo del sostegno di una rete familiare e sociale, ciascun inciampo può avere conseguenze molto gravi. Nel 2016, tra le 502 persone vulnerabili assistite dal centro SaMiFo, è aumentato il numero di migranti forzati che vivono in Italia da tempo e, ancora segnati da un equilibrio precario, sviluppano criticità patologiche conseguenti al fallimento del loro percorso di integrazione.

“Sempre più urgente è una pianificazione organica e un investimento strategico per l’integrazione dei rifugiati, che veda l’impegno non occasionale di tutte le istituzioni competenti – sottolinea il Centro Astalli -. Offrire opportunità di formazione e riqualificazione professionale adeguate alle risorse di ciascuno, evitare che competenze preziose vadano perse in tempi di sospensione esageratamente lunghi, oltre a restituire dignità ai migranti darebbe la possibilità al nostro Paese di riconoscere e valorizzare il contributo che queste persone possono dare al bene comune”.

Nel rapporto si sottolinea, inoltre, che è urgente cambiare la narrazione sui rifugiati. Ospitalità, apertura, valorizzazione della diversità, scoperta reciproca: questi gli ingredienti che è necessario promuovere coraggiosamente in un contesto avvelenato da messaggi di odio e discriminazione. “Siamo sempre più convinti dell’urgenza di raccontare un’Europa accogliente, aperta, positiva e molto distante da quella che ci viene descritta dalla politica. Mai come in questo momento è importante comunicare efficacemente le esperienze positive e creare occasioni di incontro sereno tra cittadini e rifugiati – si legge -. La scuola continua a essere il contesto ideale in cui portare avanti questa azione di informazione e sensibilizzazione, a partire dall’esperienza concreta dei ragazzi, che vivono la pluralità ogni giorno, nelle loro classi: accompagnare sapientemente questo incontro con strumenti adeguati, prevenendo sul nascere stereotipi e xenofobia, è un investimento non rimandabile”.

Per tutto il 2016 il lavoro culturale e di sensibilizzazione del Centro Astalli è cresciuto. Nell’ambito dei due progetti nelle scuole, Finestre e Incontri, sono stati coinvolti 26.436 studenti in 14 province italiane (2.700 di più rispetto all’anno precedente). A maggio 2016, più di 200 iscritti hanno partecipato al corso “Oltre il muro dell’indifferenza” e l’ampia adesione alle iniziative per la Giornata del Rifugiato organizzate in tutta Italia confermano l’interesse e la volontà di partecipazione di una parte significativa della società italiana. 634 sono stati i volontari impiegati nelle attività delle diverse sedi in cui il Centro Astalli opera (Roma, Palermo, Catania, Trento, Vicenza, Napoli, Milano, Padova). “L’interesse e l’entusiasmo non cala, come mostra il fatto che solo a Roma, nel corso dell’anno, ai 270 volontari in servizio si sono aggiunte circa 200 nuove disponibilità. Particolarmente significativo è stato l’impegno di 17 giovani in Servizio Civile, un’occasione importante di formazione, che coinvolge anche cittadini stranieri – continua il rapporto -. Al lavoro quotidiano dei volontari si unisce il prezioso sostegno dei benefattori che con le loro offerte hanno sostenuto la nostra possibilità di accompagnare, servire e difendere i rifugiati in Italia.  Abbiamo anche registrato una crescente disponibilità degli istituti religiosi a essere coinvolte nelle comunità di ospitalità: a Roma 27 ordini religiosi partecipano al programma e due congregazioni si sono aperte a questa esperienza anche a Trento. Questi segnali concreti di speranza ci incoraggiano a proseguire con convinzione nel nostro lavoro, certi che il nostro impegno comune possa contribuire a costruire una società più giusta, libera, inclusiva e attenta alle potenzialità e alle aspirazioni di ciascuno”, conclude il Centro Astalli.

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